Moto2 e Moto3: se vinci senza italiani e spagnoli Liberty Media ti dà 200.000 euro
Dal 2026 al 2028 Liberty Media offrirà fino a 200.000 euro ai team capaci di vincere con piloti che non siano italiani o spagnoli
Gli incentivi economici
Liberty Media, nuovo proprietario del Motomondiale che comprende Moto3, Moto2 e MotoGP, ha introdotto incentivi finanziari destinati ai team che dal 2026 al 2028 ingaggeranno piloti provenienti da Paesi con almeno 100.000 abitanti e con una rappresentanza inferiore al 10% nel paddock del mondiale. Tradotto: qualsiasi nazionalità escluse quella italiana e spagnola, che attualmente occupano 15 delle 22 posizioni in griglia MotoGP (il 68% del totale).
Un team che vince il mondiale Moto3 con un pilota che rientra in questi criteri e ottiene almeno quattro vittorie di tappa riceve 200.000 euro. Per il secondo posto con tre vittorie il premio scende a 100.000 euro, per il terzo con due successi a 50.000 euro. In Moto2 è previsto un bonus di 100.000 euro per chi vince con almeno quattro gare all'attivo.
La misura nasce per modificare una situazione che ha radici storiche: Italia e Spagna hanno sviluppato un sistema di competizioni nazionali e di base già prima della nascita del mondiale FIM nel 1949, creando un bacino di piloti che da decenni alimenta le classi minori e la MotoGP. Dorna sostiene circa dieci Talent Cup nel mondo, ma le griglie delle serie europee e della FIM MiniGP World Series restano dominate da italiani e spagnoli. E a quanto pare, per Liberty Media, l'aver creato un movimento che funziona è un problema.
Varrà più il merito o il passaporto?
La scelta ha scatenato reazioni contrastanti. I critici sostengono che privilegiare la nazionalità sul merito rischia di indebolire il livello della competizione, soprattutto nei team Moto3 che operano con budget ridotti e potrebbero essere tentati di scegliere piloti meno competitivi nella speranza di ottenere i bonus. Jack Miller, pilota australiano che a 16 anni si trasferì in Europa per correre nei campionati spagnoli e tedeschi 125 prima di approdare nel mondiale, ha dichiarato in passato: "Non voglio essere qui per il mio passaporto, voglio esserci per la mia velocità. Ovviamente Spagna e Italia hanno piloti estremamente forti in questo momento, ma non voglio essere qui solo per il passaporto, non mi interessa affatto".
Chi, invece, sostiene l'iniziativa ritiene che sia un modo per riequilibrare decenni di concentrazione di risorse e attenzioni su due soli Paesi, permettendo a piloti di altre nazioni di avere opportunità che altrimenti non avrebbero. Il ragionamento è che talenti provenienti da competizioni come il Tourist Trophy o qualsiasi altra road race, lo stesso mondiale Superbike oppure i campionati nazionali americani meritino maggiori possibilità di accesso al mondiale.
Cosa cambierà davvero
L'efficacia della misura si vedrà nei prossimi anni. Se l'obiettivo di Liberty Media è aumentare la popolarità del mondiale attirando pubblico e sponsor da mercati come quello statunitense o asiatico questi incentivi potrebbero funzionare, almeno nel breve periodo. Il rischio è che senza investimenti paralleli nelle serie giovanili e nei Talent Cup al di fuori dell'Europa, la policy rimanga un intervento superficiale che premia la nazionalità senza costruire un vero sistema di sviluppo dei giovani talenti a livello globale. La domanda che resta aperta è se questi 200.000 euro per team siano sufficienti a cambiare un equilibrio costruito in oltre settant'anni di storia di motociclismo sportivo dove, ed è giusto ribadirlo, Spagna e Italia hanno avuto solo "la colpa" di aver coltivato e reso funzionale una passione.