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Sicurezza stradale – L’Australia studia un sistema per evitare gli incidenti

Il sistema “comunicherà” ai segnali stradali la posizione e la velocità del veicolo, mentre i sistemi di gestione del traffico avviseranno chi è alla guida della presenza di limiti di velocità, lavori stradali e pericoli

Sicurezza stradale – L’Australia studia un sistema per evitare gli incidenti
La Queensland University of Technology australiana sta sviluppando un programma volto a migliorare la sicurezza stradale attraverso una maggiore consapevolezza dei conducenti di automobili, che dovrebbe avere anche un risvolto positivo sui motociclisti, spesso vittime di automobilisti “distratti”. Il progetto beneficia dei contributi di numerosi enti e si chiama Ipswich Connected Vehicle Pilot (ICVP), essenzialmente prevede che in presenza di situazioni pericolose chi è alla guida riceva un segnale di avvertimento che lo mette in allerta.

Programma sperimentale
Il programma ICVP è stato lanciato il 7 agosto scorso e prevede che 500 automobili vengano equipaggiate con sistemi intelligenti e “cooperativi” (C-ITS, Cooperative Intelligent Transport Systems), e contemporaneamente vengano installati 30 segnali stradali con dispositivi che permettono l’Intercomunicazione con l’auto. Sulle automobili verranno montati un’antenna sul cofano, una scatola di comunicazione installata sotto il sedile del conducente e un dispositivo nel cruscotto sul quale vengono visualizzati gli avvisi di "pericolo".
Il C-ITS  “comunicherà” ai segnali stradali la posizione e la velocità dell’auto, mentre i sistemi di gestione del traffico avviseranno chi è alla guida della presenza di limiti di velocità, lavori stradali e pericoli. Le auto coinvolte nell’esperimento non saranno in contatto tra di loro e l’ICVP non interverrà automaticamente sulla guida; significa che per il momento saranno solo i conducenti a dover reagire alle situazioni di pericolo, ma già così dovrebbero venire evitati molti incidenti dovuti alla distrazione o a situazioni difficili, come ad esempio quelle determinate dall’angolo morto dello specchietto retrovisore che fa tante vittime tra i motociclisti.

Studio di 12 mesi
È previsto che lo studio si sviluppi sull’arco di 12 mesi. Il direttore del Centro per la Ricerca sugli Incidenti e la Sicurezza Stradale della Queensland University of Technology, Andry Rakotonirainy, si dice molto fiducioso: «Questa nuova tecnologia aiuterà le persone a guidare in sicurezza e, in definitiva, a ridurre gli incidenti stradali. Il nostro team ha condotto molti test su questa nuova tecnologia per garantire che non distragga i conducenti, ma, attraverso un preavviso, li aiuterà ad adottare un comportamento più sicuro durante la guida. Aiuterà anche a evitare le collisioni, aiuterà i conducenti a essere più consapevoli dei ciclisti e dei pedoni e alleggerirà la congestione nelle strade trafficate».

 



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