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I segreti del ritorno più atteso: Honda CBR 400R, il 4 da sogno

Torna il quattro cilindri da 400 cm³ a 26 anni dall'ultima CBR400RR. Ecco le caratteristiche del nuovo progetto Honda

Quattro cilindri, 26 anni dopo

Sono passati un paio di mesi dall'ultimo Tokyo Motorcycle Show di fine marzo, ma sulla CBR400R FOUR E-Clutch Concept di Honda c'è ancora parecchio da raccontare. Stiamo parlando della prima sportiva carenata 400 cm³ a quattro cilindri della casa di Hamamatsu dopo la CBR400RR uscita di scena (in Giappone, in Italia non è mai arrivata) nel 2000. 

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Un'attesa di ventisei anni, in pratica una generazione intera che ha visto la categoria delle 400 spostarsi prima sui bicilindrici per ragioni di costi e poi rinascere proprio in Giappone con un nuovo paradigma: alta tecnologia, contenuti da cilindrata superiore e l'idea di proporre un quattro cilindri accessibile anche a chi non ha vissuto l'epoca d'oro del segmento. Il concept è proposto in due colori: argento con dettagli gialli su carena e cerchi e nero opaco con grafiche tono su tono. Per il mercato cinese, intanto, è già stata mostrata una versione CBR500R Fourcon tre colorazioni, la terza delle quali un rosso lava di immediata derivazione racing.

Parla Nakamura, il papà del progetto

A spiegare la filosofia del progetto è Takuro Nakamura, responsabile dello sviluppo sia della CBR400R four sia della gemella naked CB400 Super Four. La parola chiave, dice, è "nuova generazione di CBR": una sportiva carenata che il neopatentato possa scegliere senza spaventarsi. "Tanti, appena finita la scuola guida, guardano una full fairing e pensano 'che bella, mi piacerebbe', ma poi rinunciano perché temono di non saperla gestire. La nuova CBR non doveva essere così: bella, ma anche divertente e facile per chi sta iniziando"

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A rendere possibile questo doppio binario, racconta Nakamura, è l'integrazione tra acceleratore ride-by-wire e frizione semi-automatica E-Clutch: "Con il controllo coordinato di E-Clutch e TBW il comportamento della moto è diventato molto più raffinato. Anche in scalata sotto frenata si rimane sempre composti, senza strappi: un principiante si trova subito a suo agio, ma resta pur sempre una CBR, e in curva un esperto può attaccare con piacere". E sull'E-Clutch in particolare: "La cosa straordinaria è che, in sella, non si sente. Sembra una contraddizione, ma significa che non c'è la minima sensazione di 'fitro'. Chi ha esperienza non sente differenze rispetto alla frizione manuale; chi è alla prima moto, addirittura, finirà per pensare che le moto funzionino così da sempre". Sul motore, derivato da quello della CB400 Super Four ma cucito addosso alla CBR: "Il blocco è lo stesso, ma cambia l'aspirazione. Sulla CBR abbiamo l'airbox alimentato dalle prese d'aria dinamiche e un nuovo condotto: il sound agli alti regimi è esaltante, ma l'erogazione resta gestibile come sulla naked".

Come è fatta

Sotto le sovrastrutture è il nuovo motore a quattro cilindri in linea a fare gli onori di casa, accoppiato all'E-Clutch – la frizione semi-automatica di Honda già vista sui principali modelli della casa, che permette partenze e fermate senza toccare la leva – e all'acceleratore ride-by-wire. Le prese d'aria sono nascoste sotto i fari, mentre i fianchetti integrano winglet e fessure di sfiato per gestire il flusso alle alte velocità. Davanti c'è una forcella a steli rovesciati abbinata a pinze ad attacco radiale, dietro uno scarico 4-in-1 che chiude una coda compatta con un piccolo gruppo ottico LED. In sella ci si trova un display TFT da 5 pollici con tre layout grafici, un joystick a croce sul blocchetto sinistro per gestire menu e connettività Honda RoadSync, e cinque modalità di guida. La firma stilistica è una grande V LED che fa da luce diurna sul frontale, con anabbaglianti ai lati, abbagliante centrale e frecce integrate alle estremità. I semimanubri garantiscono una posizione di guida sportiva ma non estrema.

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E c'è pure Fast Freddie

Un mese dopo il salone è arrivato anche il colpo di scena emotivo: per il CB Meeting del 26 aprile, Honda Japan ha fatto sbarcare Freddie Spencer in persona (qui sopra), in concomitanza con la presentazione della CB400 Super Four E-Clutch Concept – sorella naked della CBR400R FOUR – proposta nella mitica livrea argento con strisce blu che porta il suo nome. Per chi se lo fosse dimenticato, "Fast Freddie" è ancora oggi l'unico pilota della storia ad aver vinto nello stesso anno il mondiale 250 e il mondiale 500, impresa firmata nel 1985, due anni dopo il primo titolo della classe regina conquistato a 21 anni. Con Honda il legame era partito da prima: nel 1981-1982 con la CB750F portata alla vittoria nella Daytona 100 miglia, poi proseguito nel 1985 con la Daytona 200 vinta sulla VF750F Interceptor. La "Spencer color" sulla CB400 Super Four 2026 (qui sotto) è quindi tutt'altro che una citazione decorativa: è la chiusura di un cerchio che parte dal Giappone, passa dagli ovali americani e arriva fino al concept che, salvo sorprese, dovrebbe riportare i quattro cilindri 400 in produzione.

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