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Royal Enfield fa il pieno: 5 novità e tantissimi aggiornamenti

La Casa indiana annuncia i suoi impegni per il prossimo anno dichiarando  l’arrivo di 5 nuovi modelli, numerosi aggiornamenti alla  gamma esistente e, da qui al 2032, un incremento della produttività nel proprio stabilimento

Royal Enfield prepara un 2027 ricco di novità, puntando sia su nuovi modelli sia sull’aggiornamento della gamma esistente. Il marchio, oggi leader nei segmenti 350-450 e 650 cm³, mira a rafforzare la propria posizione e a salire di livello, rispondendo a una concorrenza sempre più agguerrita.

Sono 5 le novità attese

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Una delle foto spia della nuova Himalayan 750

Himalayan 440, Scram 450, Bullet 650, Himalayan 750 e Continental GT 750. L’arrivo della piattaforma da 750 segna un passaggio importante: Royal Enfield entra così nella fascia di mercato delle medio-grosse cilindrate, con l’obiettivo di ampliare l’offerta e competere con altri brand nel mercato globale. Non è una scelta del tutto nuova: nella storia del marchio non sono mancati modelli di cilindrata superiore, come la storica Interceptor 750 o le bicilindriche destinate anche all’uso militare.

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Uno scatto spia della Continental GT 750

Parallelamente, la Casa interverrà su 13 modelli della fascia 350-450 cc, per aumentarne la cura costruttiva e mantenere la leadership in un segmento sempre più competitivo. Rivali globali come Triumph, Honda e Harley-Davidson, insieme ai principali costruttori indiani, stanno infatti investendo con decisione in questa categoria. I numeri confermano la solidità del marchio: nell’anno fiscale 2026 Royal Enfield ha superato 1,2 milioni di moto consegnate, con oltre 1,1 milioni sul mercato interno e 130.000 destinate all’export. Per il 2027 l’obiettivo è crescere ancora, raggiungendo circa 1,32 milioni di unità.


A supporto di questa espansione è stata annunciata la costruzione di un nuovo stabilimento in Andhra Pradesh, il primo fuori dal Tamil Nadu, con un investimento pari a circa 232 milioni di dollari. Il progetto, articolato in due fasi con completamento tra il 2029 e il 2032, porterà la capacità produttiva complessiva a livelli ancora più elevati, con un incremento stimato di 900.000 unità annue e circa 5.000 nuovi posti di lavoro.

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