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Ricarica più veloce nel nuovo prototipo elettrico Yamaha

La Casa di Iwata continua lo sviluppo della Proto BEV, come conferma la richiesta di un nuovo brevetto relativa al posizionamento dell’unità di controllo idraulica dell’ABS

Ricorderete la Proto BEV, la motocicletta elettrica destinata alla pista presentata da Yamaha al Tokyo Mobility Show dello scorso anno (qui sopra e sotto nel video di presentazione).

 Non era un semplice ballon d’’essai, un manichino portato per vedere le reazioni del pubblico, perché la Casa di Iwata ci crede davvero e continua lo sviluppo, come conferma la richiesta di un nuovo brevetto relativa al posizionamento dell’unità di controllo idraulica dell’ABS. Il veicolo illustrato condivide il design generale della Proto BEV e in particolare il telaio a doppio trave nel quale è inserito un grande pacco batterie, ma si tratta di un modello stradale, non di uno destinato alla pista. Qui l’unità ABS non è sotto la sella come si fa normalmente ma è posizionata subito dietro al cannotto di sterzo, cosa che permette di ridurre la lunghezza dei tubi di collegamento alle pompe freni; tanto più che in questa applicazione è stato eliminato il comando a pedale, sostituito da una leva sul manubrio di sinistra, dove normalmente ci sarebbe la leva della frizione. Accorciare i tubi migliora il tempo di risposta del sistema antibloccaggio; la soluzione però è già stata adottata anche da altri costruttori, motivo per cui non è scontato che la registrazione venga concessa.

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Dai disegni è chiara la presenza di un sistema di ricarica rapida per la batteria

C’è il caricatore rapido

Nonostante non sia il tema del brevetto, però, l’aspetto più interessante è il fatto che la documentazione fa riferimento al caricabatterie rapido in corrente alternata della moto, raffigurato con una presa Mennekes/Tipo 2, cioè la presa di ricarica monofase e trifase più comune nei mercati europei. Alimenta un regolatore di carica montato sopra il grande pacco batterie rettangolare alloggiato in un contenitore di alluminio pressofuso, mentre il controller del motore è situato nel puntale della moto, appena davanti al motore. 

Sono pochi i modelli attuali che come questo prototipo presentano una porta di ricarica rapida in corrente alternata e questo suggerisce che la capacità e le prestazioni della batteria siano molto avanzate: la moto elettrica Yamaha potrà impiegare un caricabatterie monofase da 7,4 kW o trifase da 22 kW con il risultato di una ricarica molto più veloce rispetto a quella possibile da una presa domestica.

È un nuovo progresso in questo settore, che suscita grande interesse ma ancora segna il passo rispetto ai motori endotermici. Eppure le Case ci stanno arrivando. 

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