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Pagelle MotoGP: Marquez perfetto, Rossi rimandato

Voti di fine anno: Marc è il primino della classe, Maverick, Rins e DesmoDovi riescono a copiare solo a sprazzi. Rossi rimandato, Lorenzo lascia la compagnia. Il nuovo arrivato Quartararo fa ben sperare, non toglieteci i casinisti Crutchlow e Zarco

Pagelle MotoGP: Marquez perfetto, Rossi rimandato
Finiti i gran premi, le feste, le gare di fine anno nelle categorie più disparate e i test su bolidi di ogni tipo, è tempo di pagelloni di fine anno per motomondiale e Superbike. Passiamo in rassegna con il nostro Guido Sassi i protagonisti – in bene e in male- della stagione 2019. Iniziamo dai top rider MotoGP.

Marc Marquez – VOTO 10
Nessun dubbio sul giudizio riguardante l'otto volte campione del mondo. Poteva fare di meglio? No, merita il massimo dei voti. Ha vinto il mondiale, 12 gare, ha segnato il record di punti in una stagione, ha portato a casa da solo il titolo costruttori e quello riservato ai team. Il Marcziano ha anche distrutto psicologicamente Lorenzo fino a indurlo al ritiro, liberando un posto in sella per suo fratello Alex. Marc ha neutralizzato l'astro nascente Quartararo, ha contribuito allo sviluppo di una Honda che non teme più il confronto con Ducati e Yamaha. A patto che a guidarla ci sia MM93.

Jorge Lorenzo – VOTO 3
Come i titoli di MotoGP conquistati in carriera, le moto guidate in classe regina, o semplicemente come un'insufficienza conclamata. Uno dei talenti più cristallini del motomondiale nel nuovo millennio si è sciolto come neve al sole nel confronto diretto con Marquez. La stagione è partita male: Jorge aveva patito un infortunio allo scafoide in inverno e al rientro aveva trovato una RC213V scorbutica, molto più difficile della 2018 appena assaggiata nei test di Jerez. Le prime gare sono state complicate, il prosieguo disastroso. La carambola di Barcellona con la quale ha fatto fuori in una curva Rossi, Dovizioso e Vinales ha dell'incredibile, l'incidente di Assen (una pista che non gli vuole bene) gli ha messo due vertebre sull'orlo del crack spingendolo al ritiro. Brutto modo di finire una carriera, ma raramente le uscite di scena sono gloriose nello sport non romanzato.

Valentino Rossi – VOTO 5
L'inizio di stagione è stato da 7, ma le 16 gare lontano dal podio che sono arrivate in seguito lo hanno fatto scivolare fino all'insufficienza. D'altronde è stato The Doctor stesso a dirlo: bisogna fare di più e bisogna farlo subito, a inizio 2020. Altrimenti meglio ritirarsi. Valentino si era pronunciato in maniera simile anche prima della stagione 2014. Anche allora aveva cambiato capotecnico. Allora passò da Burgess a Galbusera, questa volta il tecnico italiano ha fatto spazio a David Munoz. Rossi dovrà trovare una cura al mal di gomme che lo affligge. Un problema che Vinales e Quartararo non patiscono così marcatamente e che rende per certi versi più amara la situazione. Cosa c'è da salvare in questa stagione? La scorza dura di chi non molla nonostante le bastonate prese. Vale è capace a 41 anni di finire una stagione da 19 gare e tornare subito in pista: in post season ha corso la 100km del Ranch e la 12h di Abu Dhabi, ha trovato anche il tempo per mettersi al volante della Mercedes di Hamilton. Finché al 46 rimane la voglia di divertirsi, le possibilità di riscatto sono alla portata.

Maverick Vinales – VOTO 7
Il terzo posto in campionato eguaglia la sua migliore prestazione in MotoGP - anno 2017- la stagione che segnò l'inizio del calvario per Yamaha. Maverick dice di avere trovato la via d'uscita dal tunnel, ma i risultati non lo confermano in pieno. C'è da dire che con questa Yamaha più di un paio di vittorie non poteva ottenerle. O forse sì: per esempio a Phillip Island, dove è caduto all'ultimo giro nel duello con Marquez. Quando Top Gun vede la Honda numero 93 va in panico, ma a ben vedere non è l'unico.

Andrea Dovizioso – VOTO 7
Terzo campionato di fila al secondo posto in campionato e record di punti personale. Eppure quest'anno è stato più avaro di acuti del precedente, che a sua volta non ha eguagliato un magico 2017 da 6 vittorie. Andrea ha portato a casa due successi sulle piste amiche del Qatar e di Spielberg, e quelle due vittorie valgono molto per come ha dovuto sudarsele contro Magic Marc: 236 millesimi di vantaggio per due primi posti. Il resto è la solita sfortuna. Colpito e affondato da Lorenzo a Barcellona, colpito e affondato da Quartararo a Silverstone. Tra l'altro su due tracciati che potevano valere un successo o giù di lì. Nemmeno raddoppiando il conto dei primi posti DesmoDovi avrebbe potuto insidiare Marc, ma forse avrebbe "sbegottato" meno con Dall'Igna e si sarebbe tolto quell'espressione pensierosa dal volto...

Danilo Petrucci – VOTO 6
Sufficienza generosa, non nei decimali ma nell'attribuzione. È vero, Danilo ha vinto la sua prima gara in MotoGP e ha concluso al sesto posto in campionato, che non è malaccio. Ma dal Montmelò in poi il ternano ha sempre navigato lontano dal podio ed è stata la versione ducatista dei valentiniani problemi di gomme in Yamaha. Un italiano in sofferenza per le francesi ci può bastare e Petrux l'anno prossimo dovrà andare fortissimo fin da subito, per sperare in un difficile rinnovo con Borgo Panigale.

Alex Rins – VOTO 7
Per uno che vince le sue prime due gare in classe regina, e per di più con una Suzuki, il giudizio è un po' strettino. Però Alex ci aveva illuso di diventare un cruccio per Marquez nella seconda parte di stagione, e invece dopo la magia di Silverstone non è più andato a podio. Anzi il pupillo di Brivio in un paio di occasioni ha fatto peggio di Mir e in qualifica non centra quasi mai il giro buono. Nella MotoGP di oggi conta tanto partire davanti e Alex ci mette troppo a carburare. Ma se il 42 sistemerà quel dettaglio potrà raccogliere molto di più.

Joan Mir – VOTO 6
Non male la sua stagione, con 9 arrivi in top10 e un quinto posto su una pista difficile come Phillip Island. Ma se sei rookie nella stagione d'esordio di Quartararo ci sono pochi occhi puntati su di te.

Fabio Quartararo – VOTO 8
Per un 9 avrebbe dovuto vincere almeno una gara, per un 10 arrivare anche nei primi due posti in campionato, cioè quello che hanno fatto gente del calibro di Rossi o Marquez. 6 pole position e 7 podi non sono però poca cosa e le qualifiche di Sepang, dove ha costretto Marquez all'errore, sono segnali di un certo valore. In gara però lo spagnolo ha punito a più riprese il francese, spegnendo i bollenti spiriti di El Diablo a Misano, in Thailandia, in Giappone, a Valencia. Fabio l'ha presa bene, quasi sempre, ma se vuole davvero battere Marquez dovrà fare un paio di passi in avanti. Con 20 anni all'anagrafe il tempo è dalla sua parte.

Franco Morbidelli – VOTO 6
Anche Morbido paga lo spread con Quartararo, tanto più che l'italiano è nella scomoda posizione del compagno di squadra di un super talento. Ma Franco è anche un ottimo incassatore: ha portato a casa una solida decima posizione in campionato e tre quinti posti. L'anno prossimo servirà però almeno un podio, per garantirsi un futuro a buon livello.

Johann Zarco – VOTO 6
Giudizio molto generoso per chi è arrivato solo una volta in top10. Ma Johann è anche l'unico pilota che ha avuto un contratto con quattro costruttori diversi in due anni, oltre ad almeno altre tre o quattro trattative in piedi, tra vere e presunte. Quell'espressione un po' così e quell'accento da Pantera Rosa fanno parte di un personaggio che può piacere o meno, ma non si può certo dire che al transalpino manchi il coraggio necessario per le sfide difficili. In tempi nei quali Marquez ne manda in pensione uno all'anno, la permanenza di un pilota come Zarco è una piccola vittoria per la sopravvivenza della specie.

Cal Crutchlow – VOTO 6
Di incoraggiamento, perché uno come lui che medita il ritiro - e anzi lo ipotizza pubblicamente- ci fa dispiacere. Crutchlow è un buon pilota, l'unico degli umani che con la Honda quest'anno è riuscito a salire sul podio (tre volte). L'anno scorso ha pure vinto una gara, ma in questo 2019 Marquez gli ha fatto recapitare nel box una Honda dall'anteriore impazzito come una biscia e il buon Cal è andato in confusione. D'altronde anche l'inglese ha un discreto numero di viti piantate in corpo e inizia a soffrire l'età. Resistere!

 



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