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Multe autovelox, ancora guai per il Governo: l’Europa contesta la sanatoria



La Commissione europea ha rilevato possibili irregolarità nella procedura di sanatoria degli autovelox. Ecco cosa può succedere e quali conseguenze ci potrebbero essere per le multe.

Il decreto ministeriale dell'8 giugno 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 luglio, ha introdotto nuove regole per l'omologazione, la taratura e le verifiche periodiche degli apparecchi. Il punto contestato riguarda l'Allegato B, che individua i dispositivi considerati omologati direttamente in virtù delle precedenti approvazioni ministeriali. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, nello schema notificato alla Commissione europea il 3 febbraio erano indicati 15 modelli, mentre nel testo definitivo italiano ne figurano 25.

Perché la differenza può essere importante

La modifica sarebbe sostanziale e potrebbe richiedere una nuova notifica, secondo la procedura prevista dalla direttiva europea 2015/1535 per le regolamentazioni tecniche. Gli uffici della Commissione avrebbero già avviato interlocuzioni con le autorità italiane per chiarire la questione.

La sanatoria e i precedenti della Cassazione

Il problema arriva in un momento delicato. La sanatoria era stata introdotta per superare le incertezze nate dalla distinzione tra approvazione e omologazione, procedure che la Cassazione ha ribadito non essere equivalenti ai fini della legittimità degli accertamenti. Se il decreto dovesse essere modificato o la procedura europea risultasse irregolare, potrebbero riemergere dubbi sulla tenuta giuridica delle nuove disposizioni e sui verbali contestati. Questo, tuttavia, non significa che tutte le multe siano automaticamente annullabili.

Nessun annullamento automatico delle multe

Per ora non c'è una bocciatura della sanatoria né un annullamento generalizzato delle sanzioni. Bisognerà attendere i chiarimenti di Bruxelles e le eventuali decisioni delle autorità italiane per capire se il decreto potrà restare in vigore così com'è oppure se sarà necessario correggerlo, riaprendo un contenzioso che sembrava avviato verso una soluzione.

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