Motori multi carburante, la Suzuki Gixxer SF 250 FFV apre la strada
Suzuki prevede di continuare lo sviluppo del motore a combustione interna insieme alle moto ibride ed elettriche, a condizione che i carburanti che lo alimentano diventino sempre più puliti, per questo ha già lanciato la sua prima motocicletta flex-fuel, la Gixxer SF 250 FFV
Tra i produttori di motociclette è opinione diffusa che la riduzione delle emissioni inquinanti non passerà solo attraverso una maggiore diffusione della mobilità elettrica con alimentazione a batteria, che per il momento continua a soffrire il problema della ridotta autonomia; si sta lavorando a diverse alternative come il miglioramento dell'efficienza del carburante dei motori a combustione interna esistenti, lo sviluppo di veicoli elettrici e l'adattamento al GNC e CBG (biogas), carburanti sintetici, idrogeno (sia come combustibile che tramite celle a combustibile), moto elettriche ibride e tra queste l’uso di veicoli con motore a combustione interna in grado di funzionare con carburanti meno inquinanti. In particolare l’etanolo, in percentuale più o meno elevata.
Una strategia precisa
Non è una semplice dichiarazione di principio: la Strategia Tecnologica di Suzuki presentata nel 2025 prevede di continuare lo sviluppo del motore a combustione interna insieme alle moto ibride ed elettriche, a condizione che i carburanti che lo alimentano diventino sempre più puliti. La Casa giapponese ha già lanciato la sua prima motocicletta flex-fuel, la Gixxer SF 250 FFV, in grado di funzionare con qualsiasi carburante, dalla normale benzina all’E85, una miscela contenente fino all’85% di etanolo. È progettata per l’India e probabilmente gli europei la vedranno solo in fotografia ma indica chiaramente la strada intrapresa. Il motore si adatta automaticamente alla miscela presente nel serbatoio, dunque è possibile fare rifornimento in base al costo, alla disponibilità o alle emissioni senza temere problemi per il funzionamento del motore.
Pensata per l’India
Il motivo della limitazione al mercato indiano è dovuto al fatto che il modello è stato sviluppato con l’obiettivo di supportare l’iniziativa del Governo di quel Paese per la promozione del carburante E85, ma per il momento le strutture di rifornimento non sono molto diffuse e di conseguenza la Suzuki multi carburante ha ricevuto un’accoglienza tiepida; la previsione però è che le vendite aumenteranno con l’espansione della rete di stazioni di rifornimento.
A rendere attraente l’etanolo è il fatto che essenzialmente sia un alcol e venga prodotto a partire da fonti vegetali rinnovabili: canna da zucchero, mais e residui agricoli. Le colture utilizzate per produrlo assorbono CO2 durante la crescita, quindi le emissioni nette del ciclo di vita risultano inferiori ai combustibili fossili nonostante la combustione rilasci comunque anidride carbonica.
Trattamenti antiruggine per l’etanolo
Rispetto alla classica benzina c’è qualche problema in più e per gestire una gamma di carburanti molto più ampia Suzuki è intervenuta su diversi aspetti: differenti materiali interni dell’iniettore di carburante per evitare la corrosione causata dall’umidità dell’etanolo, e una maggiore portata. Per motivi analoghi la pompa del carburante è dotata di un trattamento interno antiruggine ed ha una maggiore portata, ci sono un filtro a maglia grossa all’ingresso e uno a maglia fine tra pompa e iniettore per prevenire intasamenti. La parte più complessa però riguarda l’elettronica: il sensore di O2 del motore misura la quantità di etanolo presente nel carburante e regola l’iniezione in tempo reale, analizzando costantemente la combustione e adattandosi alla miscela. Siccome l’etanolo è più difficile da vaporizzare rispetto alla benzina, se è presente in alta percentuale nel carburante, possono venire penalizzate le prestazioni all’avviamento a freddo e la stabilità della combustione alle basse temperature. Fino al 50% comunque il funzionamento è normale.
Per quanto riguarda le prestazioni, il monocilindrico raffreddato ad olio della Gixxer SF 250 FFV raggiunge 27,9 CV a 9300 giri/minuto con carburante E85 e 27,2 CV a 9300 giri/minuto con E20, differenza giustificata dal fatto che l’etanolo ha un numero di ottano più elevato rispetto alla benzina per cui le temperature di combustione sono più basse.
Chi ha l’etanolo?
Tra i problemi da superare per la diffusione della tecnologia FFV in Paesi diversi dall’India, le reti di approvvigionamento del carburante e il prezzo del carburante stesso. In Brasile l’etanolo ad alta concentrazione è disponibile in quasi tutte le stazioni di servizio e anche in Francia i punti di rifornimento stanno aumentando. L’E85 è disponibile anche in Svezia, Finlandia, Belgio e in alcune zone di Spagna e Germania, ma con una minore diffusione. A fronte di un costo medio di 0,72 € al litro contro 1,71 € per la benzina senza piombo, viene stimato che un automobilista francese possa risparmiare 730 € all’anno su una percorrenza di 13.000 km. Si stima che con un carburante contenente tra il 60% e l’85% di bioetanolo le emissioni nette di CO2 si riducano di circa la metà e quelle di particolato fino al 90% rispetto a quanto si avrebbe con benzina tradizionale. Il fattore economico potrebbe essere un notevole incentivo per la diffusione dei veicoli flex-fuel, che richiede però un incremento della produzione regionale di etanolo, lo sviluppo delle strutture delle stazione di rifornimento e politiche governative adeguate.
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