Moto Guzzi T3 Rossa: una café racer all'anno per vivere meglio
La prima moto di 24 Bikes è una Guzzi 850 T3 del 1980, trasformata in un café racer dal cuore italiano
Il progetto 24 Bikes
Jochen Heinrich — "Heini" per gli amici — ha trascorso quarant'anni a navigare tra bilanci e fogli excel nel settore bancario. Non esattamente quello che aveva sognato da bambino, cresciuto nel retrobottega del concessionario Honda del padre, uno dei primissimi autorizzati in Germania. Ad un certo punto ha deciso di chiudere quella parentesi e aprirne un'altra: ha fondato 24 Bikes, piccolo atelier ad Hannover, con un piano semplice e un po' folle. Costruire una moto all'anno fino agli ottant'anni. Niente fretta, niente produzione di serie, solo artigianato fatto con criterio. La prima moto del progetto si chiama "La Bella Rossa" ed è una Moto Guzzi 850 T3 del 1980, tirata fuori dalla polvere e reinterpretata come café racer.
Dopo 40 anni da bancario Jochen Heinrich ha deciso di cambiare vita. Una special all'anno per vivere meglio
Motore e meccanica
Il cuore della T3 è il classico bicilindrico a V longitudinale da 844 cm³ raffreddato ad aria, qui oggetto di un'elaborazione profonda: nuovi pistoni e cilindri, una coppia di carburatori Dellorto PHF30 con trombette a vista, e uno scarico in titanio realizzato da Radical Speedshop. Il banco prova non ha ancora espresso un verdetto ufficiale, ma i "soli" 69 CV originali dichiarati di fabbrica con questo pacchetto modifiche sembrano davvero un ricordo lontano. Il telaio è stato accorciato e ripulito, l'impianto elettrico è affidato a una centralina Motogadget abbinata a un'accensione elettronica Elektronik-Sachs.
Estetica e dettagli
Il serbatoio in alluminio è rifinito in un colore borgogna profondo e lucido con la sola aquila Moto Guzzi a fare da emblema — zero adesivi superflui. I cerchi sono dei classici Borrani high-shoulder da 18 pollici, che regalano alla moto la postura giusta da café racer vecchia scuola.
Le pedane arretrate sono di Radical Speedshop, mentre la sella in pelle è stata cucita su misura dallo specialista Lederwerkstatt Hannover. Il parafango posteriore serve a poco o nulla — come ammette lo stesso costruttore — ma quando una moto è fatta così bene, le si può perdonare qualche goccia di fango sul giubbotto. Il peso finale si aggira sui 200 kg: per una 850 T3 rifatta da zero, non è male.
Foto e immagini
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