Salta al contenuto principale

A Milano il museo di Stefano Biffi, tutte le Vespa di un ex manager

Dopo un passato da dirigente, Stefano Biffi ha dato vita a un museo dedicato allo scooter di Pontedera riconosciuto ASI 

Da Ikea alla Vespa

Stefano Biffi ha avuto una carriera da dirigente in Ikea, ma evidentemente i mobili svedesi in kit non bastavano a saziare la sua fame di oggetti belli. Per anni ha collezionato Vespe Piaggio d'epoca, mettendo insieme quella che oggi è considerata una delle raccolte private più importanti al mondo. 

Image

A un certo punto, stufo di vederle ammassate in un magazzino, ha fatto il grande passo: ha comprato un'ex officina di gommista da 700 metri quadri nella periferia sud di Milano – zona Corvetto-Rogoredo – l'ha restaurata da cima a fondo e l'ha trasformata in My Vintage, uno spazio che è insieme museo, location per eventi e vetrina per il noleggio di alcune Vespe destinate a cerimonie, tour e servizi fotografici. Il riconoscimento come Museo ASI, dedicato alle auto e moto storiche d'Italia, certifica che non si tratta del capriccio di un pensionato con troppo tempo libero, ma di una collezione con un valore storico reale.

Vespe dal 1946 e un pezzo di storia italiana

Il cuore dello spazio è il ballatoio al piano superiore, dove dietro teche di vetro sono esposti i pezzi più preziosi: Vespe degli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta, oltre a sidecar, calessini (i primi modelli di Ape Piaggio) e ricambi d'epoca, il tutto curato con restauri meticolosi. Non mancano anche Ducati, Laverda, Guzzi e alcune giapponesi, ma le vere star sono gli scooter di Pontedera. Il dettaglio più curioso? Alcune delle Vespe più antiche sono esposte "appoggiate". Non è una scelta di allestimento bizzarra: negli anni Quaranta le strade asfaltate erano un lusso, e montare un cavalletto avrebbe significato piantarlo nel fango rischiando di far cadere il mezzo. Le Vespe uscivano dalla fabbrica senza cavalletto, e si appoggiavano di lato, esattamente come tutti da bambini facevamo con le biciclette. Un particolare che, come molti altri dettagli in mostra, racconta un pezzo di Italia del dopoguerra meglio di qualsiasi libro di storia. Lo spazio è visitabile su prenotazione contattando direttamente My Vintage.

Image
Leggi altro su:
Aggiungi un commento