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Le special di inSella a EICMA 2017: giapponesi e tedesche da sparo!

Venite a trovarci al nostro stand di EICMA, non ve ne pentirete, anche quest’anno abbiamo fatto il pieno di belle moto: oggi vi parliamo delle special del “nostro” Tonino Calasso, preferite le tedesche o le giapponesi?

Le special di inSella a EICMA 2017: giapponesi e tedesche da sparo!
Special per tutti i gusti
Se volete vedere belle moto dovete assolutamente passare dal nostro stand, al padiglione 9 (di fronte a quello del Gruppo Piaggio): Tonino Calasso quest’anno ha messo le mani su una tedesca e tre giapponesi, il risultato come al solito è da contest internazionale. Attendiamo i vostri commenti sui social, le vostre foto e i selfie: con le moto di inSella non dimenticate di usare gli hashtag ufficiali: #eicma #eicmainsella #eicma2017!

Kawasaki GPZ 750 Race Classic
Sono due le special su base Kawasaki GPZ anni 80, realizzate per noi dal preparatore milanese Tonino Calasso (in arte Tony’s Toy), che potete ammirare al nostro stand di EICMA (padiglione 9, di fronte a quello del gruppo Piaggio). Partiamo dalla verdissima Race Classic che mantiene originali telaio e motore (quattro cilindri in linea a carburatori, capace di erogare 87 CV a 9.500 giri), mentre la carrozzeria è completamente in fibra e ricalca fedelmente quelle delle Kawasaki da competizione anni 70, con codino corto, carena protettiva e serbatoio lungo e stretto. Per le sospensioni al posteriore siamo rimasti sul classico mantenendo lo schema Uni-Track, rivisto però nei leveraggi, mentre all’anteriore c’è una moderna forcella a steli rovesciati. Al passo con i tempi anche l’impianto frenante: i piccoli dischi anteriori d’origine hanno lasciato il posto a un “padellone” singolo di dimensioni decisamente maggiori, tocco finale e di gran classe, i bellissimi cerchi a raggi in alluminio color oro, con mozzi Talon dello stesso colore.



Kawasaki GPZ 750 Turbo
Con la sovralimentazione che sta tornando di prepotenza nel mondo della moto, abbiamo deciso di misurarci anche noi con questo sistema, mettendo le mani su una GPZ 750 Turbo, primo e, fino all’arrivo della H2, unico tentativo della casa di Akashi con le “turbine”. Tony ha deciso di mantenere il motore originale (un delitto modificarlo…), il quattro cilindri in linea turbocompresso capace di erogare ben 112 CV all’albero, un record per le sportive dell’epoca, fa bella mostra di sé accoppiato a uno scarico quattro in uno con terminale corto in titanio che “sbuca” da sotto il basamento. Anche la carrozzeria resta fedele al modello dell’epoca ma con livrea rivista, cambiano invece sella, manubrio e impianto frenante, ora decisamente più performante.
Splendidi i cerchi in lega anodizzati, mentre il reparto sospensioni sfoggia all’anteriore una forcella Ohlins regolabile, mentre al posteriore resta il mono originale che lavora però su nuovi leveraggi che lo collegano a un forcellone racing con capriata di rinforzo, preso da una Suzuki GSX-R. Da notare infine il faro posteriore, formato da una fila di led inseriti all’estremità del codino.



BMW Armadillo
A inSella, abbiamo sempre avuto un debole per i bicilindrici, soprattutto se boxer e raffreddati ad aria… questa anno però abbiamo deciso di farci ispirare dal mondo delle gare di accelerazione classiche, ed è nata così la Armadillo. Il nome arriva dalla verniciatura ispirata alla corazza del piccolo animale originario delle Americhe, mentre la moto è inserita in una struttura in acciaio su cui poggia un piano in cristallo: un tavolo fantastico per pranzi e merende in officina… 
Parlando di meccanica qui il boxer BMW 1200 occupa la scena da protagonista, serbatoio e cupolino minimali esaltano le forme classiche della meccanica bavarese. Proprio il motore con forcellone monobraccio e cerchio posteriore sono le sole parti originali della moto, mentre il telaio è un bellissimo tubolare in acciaio inox, ideato e costruito da Tony in persona, così come la sella in pelle, un delizioso prodotto di artigianato italiano. Non indovinereste mai invece da dove arriva il grosso cerchio anteriore da 21 pollici: la “donatrice” è una tranquilla Kawasaki VN Custom di qualche anno fa che mai avrebbe pensato di misurarsi sui 400 metri di una drag strip….



Honda CBX 6 cilindri
Non passa certo inosservata la bellissima Cafè Racer classic su base Honda 6 cilindri, un’altra special realizzata dai ragazzi della Tony Toy's per inSella e nata sulla base di una Honda CBX 1000 degli anni 80, modello parecchio sgraziato, anche per l’epoca, ma che montava uno dei motori più affascinanti mai prodotti: un sei cilindri in linea che, con il suo frazionamento “unico”, la distribuzione bialbero, la fitta alettatura della termica, è un “godimento” per gli occhi degli appassionati.
Della goffa GT con maxi carena e sellone extra large è rimasto ben poco, l’abbiamo completamente “spogliata” per lasciare il “6 cilindri” in bella vista. Di originale è rimasto il telaio con i suoi esili tubi in acciaio che faticano (da sempre) a contenere l’esuberanza dei "sei pistoni", ma sono di un eleganza assoluta. Adeguata invece alla cavalleria la forcella: una bella unità a steli rovesciati Marzocchi, montata su piastre artigianali in alluminio ricavate dal pieno e impreziosita da una coppia di pinze freno radiali griffate Brembo. Originale Honda il serbatoio che arriva da una CBX 1000 “scarenata”, la livrea è un omaggio al paese d’origine: base bianca, impreziosita da un tondo rosso che ricorda il “sol levante” della bandiera giapponese.
Nuovi invece i cerchi: degli splendidi Marchesini verniciati in nero, come l’imponente forcellone con capriata di rinforzo. Supporti motore e pedane arrivano invece dallo specialista giapponese Over. Non poteva mancare poi un doppio scarico a megafono per dare una voce adeguata ai sei pistoni e pedane arretrate ricavate dal pieno. Il codino invece è un comunissimo pezzo after market in vetroresina che, affidato a un  esperto "sellaio" amico di Tony, ora ha cambiato decisamente aspetto. Nessun intervento invece sul motore, rimasto quello di serie ma con una piccola differenza: i circa 100 CV ora devono spingere poco meno di 200 kg, tutta un’altra storia…

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