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Hamilton e la Ferrari F40, chi ci ha guadagnato davvero?

La storia di Hamilton che finalmente ha coronato il suo sogno comprandosi una F40 ha fatto il giro del mondo. Un vero successo per il fondo di investimento che gliela avrebbe venduta. Qualcosa però non quadra del tutto

Lewis Hamilton, pilota della Ferrari e sette volte campione del mondo, ha finalmente coronato uno dei suoi sogni automobilistici: una Ferrari F40 tutta sua. La vettura, un esemplare rimasto per oltre 30 anni fermo in un garage, prima di passare nelle mani del pilota inglese era stata individuata e acquistata dal fondo Azimut AHE, specializzato proprio nelle automobili da collezione. 

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Hamilton aveva raccontato più volte quanto desiderasse una F40 fin da bambino. Ora il sogno è diventato realtà. Ma la storia di questa Ferrari permette di capire anche come funziona un investimento decisamente particolare: un fondo che compra automobili da milioni di euro come se fossero un investimento.

Ma come funziona il fondo Azimut?

Si chiama Automobile Heritage Enhancement (AHE) ed è un fondo creato da Azimut per investire nel mercato delle automobili da collezione. E attenzione: non è un fondo per le moto. L'obiettivo è acquistare automobili storiche, supercar e hypercar rare, generalmente con valori molto elevati. La strategia punta su vetture che, secondo gli esperti del fondo, possono aumentare il proprio valore nel tempo.

Il meccanismo è semplice: gli investitori mettono denaro nel fondo e ricevono delle quote. Con quei soldi il fondo acquista le automobili, le conserva, le restaura quando necessario e cerca poi di venderle realizzando una plusvalenza. In altre parole, non si compra una Ferrari: ma una quota di un portafoglio di Ferrari e altre auto da collezione.

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Comprate, ma non le guiderete mai

È il lato più curioso dell'operazione. Investire nel fondo significa mettere soldi nelle automobili, ma non significa possederle. E soprattutto non significa poterle guidare.

Se nel portafoglio entra una Ferrari F40, quella Ferrari non diventa la vostra Ferrari. Voi possedete una quota del fondo, insieme agli altri investitori.

Quindi niente gite domenicali, niente giro di prova e nemmeno la possibilità di scegliere quale auto comprare o quando venderla. In pratica: comprate una parte dell'investimento, non una parte dell'auto.

Hamilton, invece, è dall'altra parte della barricata: lui la F40 l'ha effettivamente comprata e ora può finalmente considerarla sua, però comprandola ha fatto guadagnare un bel gruzzolo a chi ha investito nel fondo.

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Un elegantissimo Hamilton scende dalla "sua" F40 all'interno del paddock di Monza

Quanto bisogna investire?

Non è un prodotto destinato al normale risparmiatore. AHE è riservato, pensato per investitori con disponibilità patrimoniali elevate.

La documentazione prevede classi con soglie di ingresso molto alte, a partire da 125.000 euro, fino ad arrivare a 1 milione di euro. Per aderire non è sufficiente acquistare una quota online: bisogna lasciare una richiesta di contatto per avviare il percorso che passa attraverso la società e il consulente finanziario. Azimut – Automobile Heritage Enhancement. Ma non è un investimento sicuro: Azimut indica per il prodotto un livello di rischio 6 su 7 e il capitale non è garantito.

Verità o trovata marketing?

Una bella storia quella del pilota inglese però... c'è qualcosa che non torna.  Infatti tra Azimut e Ferrari c'è una collaborazione nata nel 2023, quando AHE è diventato Premium Partner del programma Ferrari Hypercar. L'accordo prevede iniziative ed esperienze dedicate agli investitori del fondo, legate al mondo Ferrari e alle competizioni, oltre alla possibilità di organizzare eventi esclusivi a Maranello e attività «on track».
Quindi è quantomeno curioso che proprio alla vigilia del GP di Monza Hamilton abbia pubblicizzato con lunghi post sui suoi seguitissimi canali social questa storia da vero appassionato Ferrari. Quale vetrina migliore per far parlare di Azimut affermando di aver trovato e comprato l'auto dei suoi sogni, (ovviamente) una Ferrari? Ma sono solo cattivi pensieri...

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