Federico Fellini e le moto dei suoi film, simbolo di un'epoca
Dal motocarro di Zampanò, alla Vespa della Dolce vita, passano per la rumorosa Harley-Davidson di Amarcord ed il triciclo di quando era bambino. Da buon romagnolo, Fellini non ha mai nascosto la sua passione per le moto
Le moto di Fellini
Romagnolo doc, Federico Fellini aveva con i motori una familiarità naturale. Nella sua Rimini le due ruote facevano parte della vita quotidiana, prima ancora che dell’immaginario collettivo. Non sorprende quindi che le moto tornino spesso anche nei suoi film, inserite con naturalezza dentro storie, personaggi e paesaggi. Qualche esempio?
Indimenticabile ne La strada il motocarro Guzzi Ercole che accompagna lo scalcagnato Zampanò attraverso un’Italia povera e itinerante, fatta di piazze, strade secondarie, paesi di passaggio. Sempre in sella ad un motocarro, questa volta un Innocenti FD 125 C del 1952, il cliente di Cabiria, che va la notte a trovare la sua amata. Poi, certamente più famosa, arriva la Vespa de La dolce vita: agile, veloce, e libera nel traffico romano, perfetta per i fastidiosi paparazzi (non confondetela con quella portata da Gregory Peck in Vacanze Romane di William Wyler!).
Chi si ricorda invece dell’imponente Harley-Davidson WL 750, che, in Amarcord, attraversa la silenziosa provincia romagnola attirando sguardi e silenzi? In sella il "mitico" Scurèza 'd Corpolò, cavaliere moderno, un po' ribelle, che squassa la tranquillità del paese...
Le moto tornano anche in Roma e ne I clowns, spesso associate a personaggi autoritari o marginali, a presenze che rompono l’ordine della scena. Nella pellicola del ’72 appaiono ad esempio una Laverda 750 S del 70 ed i bruti motociclisti che di notte invadono le vie del centro, mente nel “documentario” autobiografico del ’71 irrompe sulla scena l’ufficiale dell’esercito col suo sidecar Gilera.
Moto che ricompaiono anche in La città delle donne con la Guzzi 500 Superalce del 1949 e, per concludere, la Ducati Indiana - che nella sceneggiatura era indicata come una “mastodontica Harley Davidson” - che appare nell’ultimo film, La voce della Luna, viaggio notturno e onirico con protagonisti Paolo Villaggio e Roberto Benigni.
Moto insomma che nelle pellicole di Fellini non sono mai “vere” protagoniste, ma sempre e comunque necessarie per raccontare un’Italia e un contesto sociale che il regista ha saputo rappresentare come pochi altri.