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Ducati Multistrada 1000, da brutto anatroccolo a café racer by NES

Ecco come North East Custom ha trasformato la prima Multistrada in una roadster pulita e modernissima, senza stravolgere ciò che mette d'accordo tutti gli appassionati: ciclistica e geometrie.

Non ha elementi grezzi né sfoggia dettagli "sgarbati" com'è tipico di molte café racer ruspanti. Sembra, piuttosto, il prodotto di un centro stile: è la Ducati Multistrada di prima generazione, già proposta da Bike EXIF in tempi non sospetti e rispolverata di recente. Quale miglior occasione per un bel ripasso? 

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La linea voluta da Pierre Terblanche divise il pubblico al debutto e solo a distanza di anni, alcuni, si sono ravveduti rivalutando positivamente l'originalità del progetto. Nel frattempo in quel di Padova, nel laboratorio di North East Custom, decisero di sfilarsi dalla diatriba e fornire della "Multi" un'interpretazione del tutto personale.

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Pierre Terblanche ha avuto un rapporto prolifico con la Casa di Borgo Panigale dal 1989 al 2006

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Il designer sudafricano ha "firmato" la prima generazione Multistrada: qui sopra, la versione 1000 DS

Il progetto "Made in Padova"

A guidare l’officina sono i fratelli Diego e Riccardo Coppiello, i quali hanno lavorato su una Multistrada 1000 DS del 2003 con un obiettivo preciso: cambiarne radicalmente l’aspetto senza intaccare prestazioni e piacere di guida. Se il design aveva fatto storcere il naso a molti, chi l’aveva guidata ne aveva apprezzato le doti da sport tourer (ne abbiamo parlo qui di recente), per questo il due veneto non ha voluto rinunciarvi. Come fare dunque? Sospensioni e geometria di base sono rimaste quelle originali, e persino la posizione in sella è identica a quella di serie!

I fratelli Coppiello di NES

La trasformazione: da sport tourer a stradale smaliziata

Del disegno originale, invece, non resta traccia: è ormai sostituito da citazioni discrete prese da altri modelli Ducati. Come il serbatoio che arriva dalla 999 e, per montarlo, è stato necessario modificare il tunnel e adattare la pompa carburante della Multistrada. Subito dietro c’è un codino in acciaio modellato a mano, che segue le linee del serbatoio ed è fissato a un nuovo telaietto costruito dai due fratelli come naturale prolungamento del traliccio anteriore. Completano il retrotreno un fanale a LED integrato e una sella monoposto in pelle.

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Dettagli del codino "hand made" e del serbatoio mutuato dalla mitica 999

Dalla Hypermotard arrivano invece i cerchi e i dischi anteriori, abbinati alle pinze Brembo originali. I cerchi di serie non erano tra i peggiori dei primi anni Duemila, ma quelli nuovi danno alla moto un tocco molto più attuale. Le gomme sono Pirelli Scorpion Trail 2, pneumatici definiti dual-sport ma in realtà molto più vocati all’asfalto.

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Il design del cerchio posteriore è valorizzato dalla "pulizia" del monobraccio

L’intervento più visibile è all’anteriore. Via lo strano cupolino diviso, al suo posto un faro a LED Koso con una mascherina sagomata a mano. Dietro la carena originale, però, stava gran parte dell’impianto elettrico: Riccardo ha dovuto rifare il cablaggio e spostare tutto nel poco spazio davanti al serbatoio, poi coperto da un piccolo cruscotto con strumento Motogadget Motoscope Pro. Il cockpit si completa con riser e manubrio nuovi, frecce Motogadget alle estremità, leve migliorate e un nuovo serbatoio per il liquido freni.

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Lo strumento Koso, così collocato, permette di allestire un frontale essenziale

Meccanica e finiture 

Menzione a parte la merita la meccanica, con il suo bicilindrico a L. North East ha riprogettato lo scarico e ha realizzato un puntale inferiore che lo integra. I collettori 2 in 1 in acciaio inox scendono verso il basso e terminano in un silenziatore a uscita laterale, racchiuso in una scatola con copertura a rete: una soluzione che valorizza al meglio il forcellone monobraccio. Tra i dettagli da notare ci sono la frizione antisaltellamento, il coperchio frizione trasparente e l’impianto idraulico del radiatore migliorato. Via anche la scatola del filtro aria, sostituita da filtri K&N.

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Il puntale si sviluppa orizzontalmente verso il posteriore "vestendo" la nuova linea di scarico 

Infine, la scelta sulla verniciatura è stata la più ovvia: rosso, con grafiche minimali. Un classico che funziona sempre...

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Il progetto di North East Custom lascia una lezione utile a chi si avvicina al mondo delle special: le trasformazioni migliori nascono quando si è in grado di conservare ciò che c'è di buono della base originale. Cosa non scontata, dal momento che molte preparazioni spesso guadagnano in stile e peccano in guidabilità. Qui la base ciclistica e l’ergonomia, apprezzate da chi la guidava, sono rimaste intatte, mentre si è lavorato su forme, proporzioni e dettagli. Il risultato è una Multistrada che mantiene la sua natura ma cambia pelle e - a distanza di anni - continua a reggere il confronto con le realizzazioni più recenti.

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age073
Mar, 13/10/2026 - 17:27
Carina, a parte il codone un po' già visto e tagliato col falcione.