Salta al contenuto principale

Bezzi sfida Harley: meglio la sua XCR 440 o la Sprint made in India?

Harley-Davidson prepara la Sprint 440, cruiser bassa e tranquilla. Obiboi risponde con una café racer che rispolvera la XLCR del ‘77. Chi ha ragione?

Il secondo round

Ad agosto Oberdan Bezzi aveva preso la X440, la Harley-Davidson costruita in India da Hero MotoCorp, e l’aveva vestita da street tracker. Passato un mese, Obiboi torna sulla stessa base, con un tempismo perfetto: a Milwaukee stanno per tirare fuori la Sprint 440, attesa al debutto entro fine anno, con buone probabilità di vederla a EICMA. Due letture della stessa meccanica, quindi, che vanno in direzioni opposte. Quella ufficiale, per ora, si conosce solo attraverso uno schizzo diffuso dalla Casa (l’immagine che pubblichiamo è una nostra elaborazione realizzata con l’intelligenza artificiale partendo da quel disegno). Ed è una Harley come la immagina chiunque: lunga e bassa, manubrio alto, serbatoio a goccia, parafango posteriore corto e sella a gradino a un palmo da terra. Il traliccio principale resta quello della X440, mentre il telaietto posteriore scende per abbassare la linea e le geometrie dello sterzo si fanno meno estreme, a favore della facilità di guida. Sotto il serbatoio nessuna sorpresa: monocilindrico di 440 cm³ raffreddato ad aria e olio, 27 CV a 6.000 giri, 38 Nm a 4.000 e cambio a sei marce. La Sprint era stata annunciata nell’agosto 2025 da Jochen Zeitz, allora alla guida dell’azienda, ed è sopravvissuta al cambio al vertice: a maggio il nuovo CEO Artie Starrs l’ha confermata dentro il piano “Back to the Bricks”, lo stesso che entro il 2027 riporterà in listino una Sportster da circa 10.000 euro. Il prezzo della Sprint non è ancora noto, ma dovrebbe collocarsi sopra la X440T. Tradotto: Milwaukee gioca sul sicuro, con una piccola cruiser per chi vuole il marchio sul serbatoio senza che l’immagine di casa ne esca scalfita.

Image

Una nostra interpretazione di come potrebbe essere la nuova Harley Sprint

La scelta di Obiboi

Bezzi fa l’esatto contrario e imbocca la strada più scivolosa della storia Harley. La sua XCR 440, che nelle sue intenzioni uscirebbe sempre dalle linee Hero, è una café racer, e la sigla è già una dichiarazione d’intenti: il riferimento è la XLCR del 1977, la sportiva voluta da Willie G. Davidson in piena era AMF. Bicilindrico Sportster di 997 cm³ in un telaio di ispirazione XR, cupolino a bikini, serbatoio lungo e spigoloso, tutta nera. Al pubblico americano dell’epoca non disse granché: ne furono costruite poco più di 3.100 tra il 1977 e il 1979, poi Harley tornò a fare quello che le riusciva meglio. Oggi è un pezzo da collezione che alle aste vale molte volte il suo prezzo di listino: il classico destino della moto incompresa, nata nel momento sbagliato e nel posto sbagliato. La ricetta di Obiboi è chiara: monocilindrici robusti tra i 400 e i 500 cm³, tecnica senza fronzoli, prestazioni oneste, consumi contenuti e prezzo basso, ma con un aspetto che abbia qualcosa da raccontare. Se poi sul serbatoio c’è un marchio blasonato e la linea richiama un modello storico, tanto meglio. È la stessa formula su cui stanno puntando Royal Enfield, Triumph e mezza industria cinese nella fascia delle 400. E c’è un dettaglio non da poco: la XLCR era un’interpretazione americana di un gusto tutto europeo, e proprio in Europa la Sprint dovrebbe arrivare. La Sprint venderà, probabilmente bene, perché dà al cliente esattamente quello che si aspetta da una Harley. La XCR di Oberdan Bezzi non esisterà mai eppure in queto mercato avrebbe parecchio senso. 

Image
Aggiungi un commento