Autovelox, firmato il decreto omologazione: stop ai ricorsi?
Dopo mesi di polemiche e migliaia di ricorsi legati alla differenza tra apparecchi "approvati" e "omologati", il ministro Salvini ha firmato il decreto che dovrebbe fare chiarezza sulle regole degli autovelox
Arriva il decreto
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato il decreto che disciplina le procedure di omologazione, verifica e taratura dei dispositivi utilizzati per il controllo della velocità.
Si tratta dell'ultimo (ma chissà se conclusivo) capitolo di una vicenda che negli ultimi anni ha generato un contenzioso enorme e di cui più volte vi abbiamo parlato. Al centro della questione, lo ricordiamo, c'è la differenza tra "approvazione" e "omologazione" degli apparecchi: una distinzione tecnica che, dopo diverse pronunce dei tribunali e della Cassazione, ha aperto la strada a migliaia di ricorsi contro le multe rilevate da autovelox ritenuti non pienamente conformi ai requisiti previsti dalla normativa. Da una parte gli enti locali hanno continuato a difendere l'utilizzo dei dispositivi come strumento fondamentale per il controllo della velocità e la prevenzione degli incidenti. Dall'altra, molti automobilisti e motociclisti hanno contestato la validità delle sanzioni, sostenendo che alcuni apparecchi fossero stati semplicemente approvati ma non formalmente omologati. Una situazione che ha prodotto un quadro normativo sempre più confuso, con decisioni giudiziarie spesso richiamate nei ricorsi e interpretazioni non sempre univoche. Dell'ultima, in ordine cronologico, ve ne parlavamo qui: Autovelox, la Cassazione stringe il cappio: serve l’omologazione
Obiettivo: regole più chiare
Secondo il Ministero, il nuovo decreto introduce un quadro regolatorio "certo e omogeneo" per garantire l'affidabilità delle misurazioni, la tracciabilità delle verifiche tecniche e una maggiore solidità giuridica delle sanzioni. L'obiettivo dichiarato è quello di uniformare le procedure e ridurre il contenzioso che da anni accompagna il tema degli autovelox. Lo stesso Salvini è intervenuto più volte sull'argomento criticando l'installazione di apparecchi in punti considerati poco pericolosi e ribadendo la necessità di evitare che i controlli della velocità vengano percepiti come uno strumento per "fare cassa".
I dettagli non sono ancora noti
Questa novità, se tutto andrà come annunciato da Ministero, porrà fine al contenzioso, ma in ogni caso tutte le multe elevate fino a quando gli autovelox non saranno effettivamente omologati restano impugnabili con ottime probabilità di vincere la causa.