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Aumenti benzina: gli italiani pagano e lo Stato ci guadagna

Secondo il Codacons, dal 27 febbraio al 14 marzo diesel e benzina sono aumentati rispettivamente del 18,5% e 9,1%, con un aggravio quotidiano di 16,5 milioni di euro per le famiglie. Lo Stato invece incassa 9,5 milioni in più al giorno

Prezzo carburanti

La guerra in Medio Oriente si fa sentire anche alla pompa. Secondo il Codacons, gli aumenti registrati tra fine febbraio e metà marzo hanno inciso pesantemente sui portafogli degli automobilisti e delle famiglie italiane. La beffa? Che grazie a Iva e accise (calcolate sul prezzo finale del carburante) più noi paghiamo più lo Stato ci guadagna 

Diesel e benzina in forte rialzo

Tra il 27 febbraio e il 14 marzo, il diesel ha segnato un incremento dell’18,5%, pari a 32,2 centesimi in più al litro, corrispondenti a circa 16 euro in più per un pieno. La benzina ha subito un rincaro più contenuto, ma comunque significativo, del 9,1%, ovvero 15,3 centesimi al litro, che si traducono in 7,6 euro in più a rifornimento. “Il primo fronte, ancora una volta, è quello dei carburanti: fare rifornimento costa di più e il conto complessivo, ogni giorno, diventa sempre più pesante”, sottolinea il Codacons, che ha elaborato lo studio sugli effetti della crisi internazionale sui prezzi alla pompa. Vediamoli. 

I cittadini pagano... e lo Stato ci guadagna

Considerando i volumi giornalieri di vendita sulla rete ordinaria, tra strade e autostrade, gli italiani stanno spendendo 16,5 milioni di euro in più al giorno rispetto alla fase precedente alla crisi.
Ogni giorno vengono acquistati circa 40,1 milioni di litri di gasolio e 23,9 milioni di litri di benzina, per un totale di oltre 64 milioni di litri al giorno. Bastano pochi centesimi in più per trasformare ogni rialzo in una vera e propria stangata nazionale. L’aumento dei prezzi non riguarda solo i consumatori, che pagano, ma anche lo Stato, che invece ci guadagna.  Con Iva e accise che incidono per circa il 58% sul prezzo finale, secondo il Codacons, i proventi pubblici sono cresciuti infatti di 9,5 milioni di euro al giorno rispetto a fine febbraio. Tradotto: mentre famiglie e imprese pagano il conto dell’instabilità internazionale, le casse pubbliche beneficiano dell’aumento dei listini. Ci siamo abituati…

Rincari potenziali su tutta l’economia

Ma non è finita. Il vero rischio (almeno per noi cittadini) riguarda l’effetto domino sull’inflazione e sui consumi. Il Codacons stima che se l’inflazione italiana dovesse salire al 2%, la spesa annua di una famiglia tipo aumenterebbe di 661 euro. Su scala nazionale, l’impatto complessivo raggiungerebbe 17 miliardi di euro. In uno scenario peggiore, con inflazione al 5%, il rincaro per nucleo familiare toccherebbe addirittura 1.653 euro l’anno, con una maxi-stangata nazionale di 42,6 miliardi di euro.

Un tema sempre attuale: Accise benzina: quanto incidono sul prezzo carburante e a cosa servono 

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