Salta al contenuto principale

Arco indigesta, sposta la moto senza casco: mezzo sequestrato per due mesi

Ad Arco di Trento, sul Garda, una semplice manovra di parcheggio si è trasformata in una vicenda amministrativa “incredibile”. Vittima un tranquillo turista austriaco in moto a cui è stata appioppata una multa e il fermo della moto per due mesi. Applicazione della legge, eccesso di zelo o peggio? 

Il pugno duro della Locale…

A riportare l’episodio è il quotidiano locale La Busa, che ha raccolto la testimonianza del diretto interessato, M.F., motociclista proveniente da Linz, in visita sul Garda Trentino. “Sono austriaco e recentemente mi sono recato ad Arco in moto come turista. Lì sono stato vittima dell’intervento più assurdo da parte di un vigile urbano che io abbia mai vissuto, e ora dovrò sopportarne le conseguenze anche nelle prossime settimane”, ha raccontato l’uomo ricostruendo quanto accaduto nel centro cittadino. Secondo il suo racconto, tutto sarebbe iniziato nei pressi dell’area parcheggi di Largo SAT, vicino al Foro Boario, dove si era inizialmente fermato per poi accorgersi di aver lasciato la moto nel lato riservato alle biciclette. “Dopo essermi fermato, essere sceso e aver tolto il casco, mi sono accorto che mi ero fermato sul lato della strada riservato alle biciclette, mentre i parcheggi per le moto si trovavano sul lato opposto”, spiega. A quel punto, sempre secondo la testimonianza, avrebbe deciso di spostare il mezzo di pochi metri. “Ho quindi spostato la mia moto in quel punto senza rimettermi il casco, dato che si trattava di soli 10 metri, a passo d’uomo”. Sfortuna ha voluto che proprio in quel momento passasse di lì la Polizia locale. “Si è avvicinata una pattuglia dei Vigili con le sirene accese e mi ha fermato”. Le conseguenze, a suo dire, sarebbero state immediate: “Ho dovuto pagare una multa di 86 euro e alla mia moto è stato inflitto il fermo di due mesi. Ora sono di nuovo a casa in Austria ma la mia moto è in custodia in Italia fino all’8 luglio”. 

Due ore per una multa

Nel lungo sfogo inviato alla redazione del quotidiano, il turista critica anche la gestione del controllo e della procedura amministrativa: “Ciò che mi infastidisce molto, tra l’altro, è che la sola procedura amministrativa sia durata due ore, scrive, aggiungendo che “il giovanissimo agente ha dovuto telefonare continuamente (immagino ai superiori) apparentemente per farsi spiegare sul da fare e/o farsi approvare il suo intervento”. Il racconto si chiude con un’ulteriore osservazione su quanto accaduto davanti a un locale della zona: “Al bar di fronte potevano osservare tutto, sia i dipendenti che i clienti. Erano tutti sbalorditi dell’accaduto e si vergognavano per l’operato dell’agente”.

Aggiungi un commento