Salta al contenuto principale

SBK 2026 - Iker Lecuona e il segreto del suo successo: “Mi sono rilassato”

In Australia Iker Lecuona non aveva brillato, in Portogallo è come se fosse stato toccato dalla bacchetta magica. Cosa è cambiato?

Qualcosa è cambiato. Nel round Australia, prima prova del mondiale Superbike, nonostante fosse in sella alla Ducati ufficiale Iker Lecuona non aveva brillato, così come non lo aveva fatto lo scorso anno con il team Honda, dimostrandosi veloce a tratti ma incline all’errore e poco costante. Invece in Portogallo è come se fosse stato toccato dalla bacchetta magica: secondo la mattina in Superpole, secondo in Gara 1, sempre alle spalle del caposquadra Nicolò Bulega che per il momento è su un altro pianeta. 

 Rilassato e concreto

“Naturalmente sono molto contento – il suo commento –. Quest’inverno avevo detto molte volte che avevo il team e la moto giusti per combattere per la vittoria. Ancora non siamo pronti. Devo essere onesto: Nicolò gestisce le gomme meglio di me, io in gara ho dovuto spingere al limite perché Oliveira era molto veloce e sono dovuto stare attento a non commettere errori. Comunque sono molto soddisfatto per come è andata: sono partito bene, non ho sbagliato e sono salito sul podio. Anche per il team è una bella soddisfazione avere piazzato due piloti ai primi due posti”. 

Le tue prestazioni hanno avuto un cambiamento repentino. Venivi da un anno difficile, pieno di alti e bassi, e anche l’esordio in Australia non era stato granché. Poi l’esplosione in Portogallo. Cosa è successo?

“Naturalmente questo è un risultato molto importante per me. A casa ho lavorato un mucchio con il mio psicologo. Un paio di settimane fa mi ha detto: “Non devi dimostrare niente a nessuno, fai quello che sai fare”. Ci sono riuscito. Mi sono rilassato. So di avere il potenziale, devo solo stare tranquillo. Ogni volta che salgo sulla moto imparo, ogni volta miglioro e passo dopo passo ci arriveremo!”.

È possibile arrivare ad attaccare Bulega?

“Nicolò è ancora un passo più avanti di me. Non quanto lo è stato in Australia ma è ancora più veloce di due o tre decimi sul giro. Devo essere onesto: sono pronto per lottare per la seconda posizione. Nella gara sprint tutti spingono al massimo, l’importante è essere nelle prime tre posizioni per Gara 2 e poi fare il mio passo, vedremo dove sarò dopo 21 giri”.

Aggiungi un commento