Può accompagnare solo, il meme prima dei meme. Dov'è finito William?
Era il 2013 quando un biker ligure cadde davanti a tutti agli Swiss Harley Days di Lugano. Tredici anni dopo, il primo meme motociclistico d'Italia è ancora attivo sui social ed è sempre un harleysta doc
La caduta che non si dimentica
C'è una frase che ogni appassionato di moto italiano conosce a memoria. Non viene da un film, non è la battuta di un comico: è uscita dalla bocca di un signore palestrato intervistato in TV a torso nudo sul lungolago di Lugano, durante gli Swiss Harley Days del 2013. "Con uno stile di moto così, come vedi qua, c'è uno stile di fisico del genere: può accompagnare solo." William, cognome destinato a rimanere nel vago, stava di fatto sostenendo che per guidare un'Harley servisse un fisico adeguato. Concetto discutibile ma espresso con tale sicumera da risultare, in qualche modo, quasi convincente.
Poi arrivò la parata. E con lei, l'erroraccio. William pizzicò il freno con un'energia, supponiamo, inversamente proporzionale alla sua esperienza di guida, e scivolò sull'asfalto del Lungolago davanti a centinaia di persone. Si rialzò con una nonchalance ammirevole, ma ormai la frittata era fatta. Qualcuno aveva ripreso tutto. Il video finì online (qui sotto), qualcun altro ci rimontò sopra l'intervista della TeleTicino, e nel giro di poco il risultato raggiunse decine di milioni di visualizzazioni. Era nato il primo vero meme motociclistico.
Da Lugano a Rovazzi, passando per un tramezzino
La cosa straordinaria di William non è tanto la caduta in sé — chiunque, prima o poi, ha una brutta giornata in sella — quanto la capacità di averne fatto un trampolino per la celebrità (per quanto effimera). Nel giro di settimane aveva già un manager e del merchandise. Partecipò come ospite d'onore all'Harley Night di Ascona, fece apparizioni in giro per l'Italia, e quando nel 2017 Fabio Rovazzi cercò comparse illustri per il video di "Volare" — il tormentone estivo con Gianni Morandi — la chiamata arrivò anche a lui e il "può accompagnare" entrò pure nel testo della canzone. Eccolo quindi immortalato in sella a un'Harley Davidson in tangenziale, accanto a Frank Matano su una Ferrari e al Gianni Nazionale su una Citroën 2CV.
Peccato che la collaborazione si chiuse in modo piuttosto turbolento. William pubblicò sui social un video di fuoco contro lo staff del cantante, accusandolo di avergli fatto fare cinque ore di riprese sotto il sole con un solo tramezzino come ristoro, di non avergli rimborsato le spese di viaggio e di perseguitarlo per riavere indietro una camicia usata nel video. Risposta secca: "Il P.A.S. le camicie se le fa fare su misura." La questione si chiuse con un gesto che lasciava poco spazio all'interpretazione. Insomma: tormentone su tormentone.

Si può pensare quello che si vuole del personaggio, ma l'amore per le moto di William è senza dubbio autentico
Tredici anni dopo
Siamo nel 2026. Sono passati tredici anni da quella domenica sul lungolago di Lugano, e di William restano poche tracce pubbliche: una pagina Instagram ancora attiva, qualche post che dà sfoggio dell'immancabile fisico statuario e di un'abbronzatura che fa venire i complessi, l'amore per la famiglia e per le Harley e la sponsorizzazione di un decarbonizzatore per motori. Niente biopic, niente autobiografie, niente apparizioni di rilievo.
Eppure, "può accompagnare solo" è ancora lì, scolpito nella memoria collettiva di chiunque abbia mai frequentato un raduno Harley, guardato un video su YouTube o semplicemente vissuto in Italia nei tredici anni che sono passati. Non è male, per una frase sgrammaticata uscita in un'intervista improvvisata. E forse William, col senno di poi, aveva anche ragione: certi stili possono accompagnare solo.