Prezzi benzina, il Governo fa lo sconto per 20 giorni
Accise ridotte per venti giorni e prezzi in calo alla pompa: il decreto porta sollievo immediato, ma lascia irrisolto il vero problema, quello di una tassazione tra le più pesanti d’Europa
Intervento immediato, ma a tempo
Di fronte all’ennesima impennata dei prezzi dei carburanti, il governo ha deciso di intervenire con un decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri, anticipando i tempi rispetto alle ipotesi circolate nei giorni precedenti. Il provvedimento prevede un taglio di circa 25 centesimi al litro su benzina e gasolio, con l’obiettivo dichiarato di riportare i prezzi sotto quota 1,90 euro. Riduzione anche per il Gpl, che dovrebbe scendere di circa 12 centesimi al chilo. L’effetto sarà immediato, con l’entrata in vigore già dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma la durata è limitata: venti giorni. Un intervento quindi rapido e visibile, ma per definizione temporaneo.
Il decreto prevede anche misure mirate per alcune categorie particolarmente esposte. Per gli autotrasportatori è stato introdotto un credito d’imposta calcolato sulla maggiore spesa sostenuta tra marzo e maggio rispetto a febbraio 2026 per l’acquisto di gasolio. Analogo meccanismo per il settore della pesca, con un credito pari al 20% e uno stanziamento di 10 milioni di euro.
Controlli rafforzati contro le speculazioni
Accanto agli interventi economici, il decreto introduce un sistema straordinario di controllo dei prezzi per i prossimi tre mesi. Le compagnie petrolifere dovranno comunicare quotidianamente i prezzi al ministero delle Imprese, senza possibilità di modificarli nell’arco della giornata. In caso di anomalie, l’organismo di controllo “Mr Prezzi” potrà attivare verifiche con la Guardia di Finanza lungo tutta la filiera, fino a segnalare eventuali ipotesi di reato alla magistratura.
Previste anche sanzioni, che vanno dallo 0,1% del fatturato giornaliero per mancata comunicazione dei prezzi fino all’1% (con tetto a 200.000 euro) in caso di violazioni più gravi.
Il nodo resta: intervento tampone o soluzione strutturale?
Il decreto punta a dare un sollievo immediato a famiglie e imprese, e sotto questo aspetto l’obiettivo è centrato: il prezzo alla pompa cala e l’effetto è percepibile. Resta però la sensazione di un intervento che agisce solo sulla superficie. Le accise, da anni al centro del dibattito politico - e più volte finite anche nelle promesse elettorali - restano intatte nella loro struttura, semplicemente sospese per qualche settimana. E così, ancora una volta, più che risolvere il problema, si rimanda: con la prospettiva, fin troppo nota agli automobilisti italiani, di ritrovarsi punto e a capo alla fine dei venti giorni. Il risultato è un copione già visto: prezzi che scendono nell’immediato, salvo poi tornare a salire una volta terminata la misura. Così, per abituarci ai carburanti che costano sempre di più.
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