Motori a due tempi: le idee per il ritorno
Più leggeri, compatti e brillanti rispetto ai quattro tempi, i motori a due tempi sono stati messi fuori gioco perché troppo inquinanti. Tuttavia, alcuni brevetti e idee potrebbero farli "rinascere". Vediamo di che si tratta
Per anni il motore a due tempi è stato sinonimo di semplicità costruttiva, peso ridotto e grandi prestazioni soprattutto nel mondo delle moto sportive e in quello del fuoristrada, unico ambito dove oggi ha ancora molto seguito. La loro progressiva uscita di scena è dovuta ai consumi e alle emissioni inquinanti, maggiori rispetto ai motori a quattro tempi. Oggi però, gli amati 2T potrebbe vivere una seconda giovinezza grazie ad un paio di idee decisamente interessanti messe sul campo.
La prima arriva dal colosso automobilistico General Motors (una delle più grandi Case autodel pianeta) che ha brevettato il prototipo di un motore che abbina un sistema di iniezione diretta ( soluzione che consente di introdurre il carburante nella camera di combustione solo dopo la fase di scarico, riducendo così consumi ed emissioni) ad un sistema di sovralimentazione gestito elettronicamente. Al posto della classica precompressione nel basamento, viene utilizzato un sistema ibrido con un compressore elettrico e un turbocompressore, in grado di gestire in autonomia il flusso d’aria. A questo si aggiungono valvole a manicotto, studiate per ridurre le perdite di carico e migliorare il rendimento complessivo.
L’obiettivo è quello di sfruttare il grande vantaggio del due tempi: un’accensione a ogni giro dell’albero motore, il che si traduce in più coppia e maggior potenza rispetto a un quattro tempi di pari cilindrata.
L'idea di Alpa Otto
Un’altra interessante idea per salvaguardare l’esistenza dei motori a due tempi è stata sviluppata dai tecnici di Alpha Otto. Si tratta di un motore, ovviamente a due tempi, denominato Rev Force, in grado di funzionare perfettamente anche alimentandolo con carburanti alternativi. Il segreto di questo progetto sta nel fatto che l’aspirazione, il travaso e lo scarico dei gas combusti non sono comandati tradizionalmente dal movimento del pistone, ma da un sistema a induzione forzata regolato elettronicamente da una valvola rotativa. In questo modo è possibile stabilire liberamente il timing e la durata di ogni fase del ciclo, senza dipendere dal moto dei pistoni, in modo da ottimizzare combustione e rendimento, oltre a poter disporre di tutta la potenza quando la si richiede!
Non solo “verde”
L’aspetto ancor più interessante è che con l’aiuto della gestione elettronica il motore Rev Force è molto adattabile anche per quanto riguarda il carburante con cui viene alimentato: non soltanto la tradizionale benzina ma anche etanolo puro, idrogeno, gas naturale compresso e addirittura ammoniaca! Non abbiamo ulteriori informazioni in merito a questo progetto, ma il fatto interessante è che non si tratta solo di un’idea: il motore è già assemblato e, come potete vedere dal video che trovate qui, è stato collaudato con successo