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Kevin Schwantz al Giro E: "Probabilmente oggi guido più la bici della moto”

Dal Motomondiale al Giro-E: Kevin Schwantz ha partecipato alla corsa rosa come ambassador Suzuki affrontando due tappe insieme al Team RCS Sport & Events. Ritirato dalle gare da oltre trent’anni, il campione texano continua a inseguire la velocità anche in bicicletta…

Classe 1964, oltre 100 gran premi disputati, 25 vittorie, innumerevoli inforuni e un titolo mondiale nella 500 conquistato nel 1993 con la Suzuki. Kevin Schwantz non ha certo bisogno di presentazioni e la sua presenza nel paddock del Giro-E Enel di domenica scorsa non è passata inosservata. Presente al giro in qualità di ambassador Suzuki, il campione texano ha corso col Team RCS Sport & Events due tappe: quella del 24 maggio - la Assago-Milano - e quella del 26 maggio - la Biasca-Car.  

Le bici dopo le moto

Ritiratosi dalle corse motociclistiche, Schwantz dedica molto tempo alla bicicletta.Probabilmente oggi guido più la bici della moto”, racconta in un’intervista al Corriere della Sera. “Amo la mia mountain bike, la uso sempre, d’inverno qualche volta uso anche la snow-bike”. Negli ultimi anni aveva pedalato meno su strada, ma negli ultimi mesi è tornato ad allenarsi con continuità proprio in vista del Giro-E. “È divertente usare la bici, così rilassante. Ti consente di goderti la natura, il paesaggio, anche se io non lo guardo troppo, sto sempre con gli occhi al computerino, per vedere la velocità, la cadenza, se oggi riesco ad andare più veloce di ieri. È la mia natura”. La competitività, insomma, non se n’è mai andata, così come l’amore per la velocità. Quando mi sono ritirato dalle corse in moto pensavo di avere lasciato tutte queste cose in pista ma non è stato così. Anche in bici sono competitivo: andare più veloce, spingermi con la bici più in alto sulla montagna rispetto a dove sono arrivato l’ultima volta, cercare di fermarmi per riposare una volta di meno”.  Il rapporto con il ciclismo dura da molti anni.Ho cominciato a usarla nel 1991. Mentre correvo non l’ho usata molto, ma da quando ho smesso pedalo tanto”. Tra le esperienze più significative ricorda anche il viaggio organizzato dopo la scomparsa di Marco Simoncelli: “Ho pedalato dall’Inghilterra all’Italia per la sua Fondazione, 1.600 chilometri”. 
L’ex campione americano racconta anche un curioso retroscena legato alla corsa rosa. “La Suzuki è uno sponsor del Giro, mi ha chiesto se volessi guidare una delle motociclette portando dietro il cameraman. Ho risposto che l’ultima cosa che voglio fare nella mia vita è guidare una moto con due persone a bordo e stare davanti a questi ragazzi che in bici viaggiano a velocità folle giù dalle discese”.

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