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Kawasaki: il cavallo a idrogeno si guiderà con un giubbotto inerziale

Il quadrupede a idrogeno di Kawasaki è finito in un brevetto pubblicato ad agosto. E salta fuori che per cavalcarlo serve un accessorio particolare

Dal video in CGI alle tavole tecniche

Quando nell'aprile del 2025 Kawasaki Heavy Industries tirò fuori il Corleo all'Expo di Osaka-Kansai, in molti, noi compresi, pensammo alla solita operazione di immagine: un video pieno di computer grafica, un quadrupede, oppure perdonateci il calembour, un Kawallo che salta i crepacci con un tizio in sella, e la data di arrivo fissata al 2050, cioè "mai". Poi a dicembre è arrivata la sorpresa: la casa giapponese ha istituito una squadra dedicata, la Safe Adventure Business Development Team, con l'obiettivo di far vedere un prototipo funzionante all'Expo 2030 di Riyadh e di venderlo davvero intorno al 2035. Ora arriva il terzo passaggio, il più importante, e cioè un brevetto. Depositato a inizio 2026 e pubblicato solo ad agosto, contiene le tavole di disegno di quello che è a tutti gli effetti il Corleo, accompagnate da una descrizione lunghissima di come l'animale elettronico dovrebbe funzionare. 

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I sensori per muover al meglio il "Kawallo" sono nella tuta del fantino

Serve la tuta giusta, e non per proteggersi

Il dettaglio più curioso del documento riguarda l'abbigliamento. Non parliamo di paraschiena o di scarponi: per far muovere il Corleo il pilota dovrà indossare capi dotati di piattaforme inerziali, che dialogano con il quadrupede. Nel brevetto si spende parecchio spazio a spiegare come i sensori seguano nel tempo la posizione del baricentro di chi sta in sella, distinguendo se si sta inclinando a destra o a sinistra: è così che si comunica alla macchina l'intenzione di svoltare. In pratica il manubrio non è un comando ma un appoggio, e la vera interfaccia è il corpo. C'è anche un impianto di comunicazione a bordo. 

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Zampa monoammortizzata

Due in sella, e c'è pure il vano portaoggetti

Il resto delle carte racconta una macchina meno astratta di quanto sembri. Le quattro gambe sono articolate e integrano elementi elastici veri e propri, con il compito di filtrare gli scossoni per chi sta seduto sopra: sospensioni, insomma, anche se non si possono chiamare così. È prevista la possibilità di viaggiare in due, con appoggi regolabili per entrambi. Non manca un vano portaoggetti per infilarci le piccole cose senza doversi portare lo zaino, una piccola comodità per i centauri di un futuro postatomico dominato da macchine. Sotto resta il generatore a idrogeno da 150 cm³ che produce corrente per i motori delle zampe, con la bombola sistemata dietro. Poi, certo, tra un disegno depositato e un quadrupede che porta un uomo tra crepacci e ghiaioni ci passa non un mare, ma un oceano di ingegneria. Adesso, almeno, l'oceano qualcuno ha cominciato ad attraversarlo.

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