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EICMA 2026 - ZXMoto 500RR: la classe media va in paradiso

Il 4 cilindri da 470 cm³ campione di vendite in Cina ha finalmente un prezzo italiano: 6.600 euro. Le consegne partono a inizio 2027

Un listino che fa rumore

Per anni le quattro cilindri sotto il mezzo litro sono state una faccenda giapponese, e pure parecchio nostalgica: chi c’era negli anni 90 si ricorda le CBR400RR e le ZXR400 che urlavano a regimi da capogiro. In Italia si vedevano poco e si sognavano molto. Oggi a tenere in vita il genere in Europa c’è soprattutto la Kawasaki ZX-4RR, e a EICMA 2026 le si para davanti una rivale che arriva dalla Cina con un argomento difficile da ignorare: il prezzo. La ZXMoto 500RR sarà in vendita da inizio 2027 a 6.600 euro, in due colorazioni, verde e nero. Per inquadrare il dato: nel Regno Unito il listino è di 5.899 sterline più la messa su strada, mentre in Cina il cartellino resta sotto i 4.000 euro al cambio. In patria, del resto, la 500RR non è una scommessa. È il modello con cui ha debuttato il marchio fondato a Chongqing nel 2024 da Zhang Xue, cofondatore di Kove, ed è in consegna dal marzo 2025. Il resto della credibilità ZXMoto se l’è costruita in pista, con le vittorie della 820RR-RS nel mondiale Supersport 2026, a partire dalla doppietta di Portimão a fine marzo.

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Il motore: 470 cm³ e tanti giri

Il quattro cilindri in linea è un bialbero a 16 valvole di 470 cm³, raffreddato a liquido, con rapporto di compressione di 12,9:1. La Casa dichiara 62 kW, pari a circa 84 CV, a 13.500 giri e una coppia massima di 46 Nm a 11.500 giri: numeri che dicono chiaramente dove va tenuta la lancetta del contagiri per divertirsi. Pistoni forgiati con rivestimento DLC, cilindri con trattamento ceramico, bielle fratturate e alberi a camme in acciaio legato sono la parte della ricetta che deve garantire l’affidabilità a quei regimi. La frizione antisaltellamento è di serie. C’è anche una presa d’aria dinamica Ram Air che, secondo ZXMoto, oltre i 160 km/h aggiunge un paio di CV. Velocità massima dichiarata: 235 km/h.

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Ciclistica ed elettronica da sorella maggiore

Il peso in ordine di marcia è di 168 kg. Ci sono arrivati anche con piastre di sterzo e pedane in lega leggera, cerchi a razze e soprattutto il forcellone monobraccio in alluminio, un dettaglio che su una sportiva da 6.600 euro non ci si aspetta. Le sospensioni sono completamente regolabili su entrambi gli assi: davanti c’è una forcella a steli rovesciati da 41 mm, dietro un monoammortizzatore. All’anteriore l’impianto frenante ha due dischi flottanti da 300 mm con pinze radiali a quattro pistoncini e pompa radiale, al posteriore un disco da 220 mm con pinza a due pistoncini e l’ammortizzatore di sterzo è di serie. Sul fronte elettronico la base è una piattaforma inerziale a 6 assi, che rende ABS e controllo di trazione cornering, cioè attivi anche in piega. Le modalità di guida sono tre preimpostate (Beginner, Street e Sport) più due personalizzabili. Completano il quadro il cambio elettronico bidirezionale, il launch control, il cronometro per i tempi sul giro e la registrazione dell’angolo di piega. Sempre secondo la Casa, le alette frontali generano fino a 5 kg di carico a 200 km/h. Il cruscotto digitale si collega allo smartphone con il modulo T-Box e l’app ZXMoto, e permette la navigazione in mirroring e gli aggiornamenti software OTA. La garanzia è di due anni a chilometraggio illimitato. Resta una sola domanda: il motociclista italiano, che con le piccole quattro cilindri ha sempre avuto un rapporto più platonico che concreto, è davvero pronto a farne entrare una in garage?

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