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Ducati, Patritalia ingorda: "Vogliamo anche MV Agusta e la Moto2"

Non solo Ducati: Patritalia rilancia il progetto di acquisizione e allarga gli obiettivi a MV Agusta. Se l'operazione andasse in porto, la holding immagina una Ducati "solo italiana", dalla fabbrica alle corse, con un nuovo ruolo in Moto2 

Patritalia vuole anche MV Agusta

Dopo l'offerta da 2,5 miliardi di euro per Ducati, Patritalia rilancia puntando ancora più in alto. Tra gli obiettivi dichiarati dalla holding fondata nel 2025 da Manuel Ros compare infatti anche MV Agusta, così da coronare il sogno di riportare sotto proprietà italiana alcuni marchi considerati simbolo dell'industria motociclistica nazionale e attualmente controllati da gruppi stranieri. Se per la casa di Schiranna non sono state date particolari indicazioni, per Ducati, che resta il cuore del discorso, il punto di partenza non cambia: l'offerta resta sul tavolo, ma dalla Germania non arriva risposta. Patritalia sostiene che Volkswagen non l'abbia formalmente respinta e che la proposta da 2,5 miliardi non abbia una scadenza. Dal canto suo, il Gruppo tedesco ha ribadito che Ducati è un'azienda solida e di successo e che, al momento, non è stata presa alcuna decisione sulla sua vendita.

Una Ducati solo italiana

È sul progetto industriale che le nuove dichiarazioni di Patritalia diventano particolarmente ambiziose. La holding afferma infatti di voler applicare il proprio concetto di "patriottismo italiano" a ogni livello dell'azienda. In sostanza, se l'acquisizione dovesse andare in porto, la forza lavoro di Ducati dovrebbe essere composta da italiani, indipendentemente dal ruolo ricoperto. 

Ancora più “particolare” è il progetto immaginato per le competizioni. Patritalia sostiene che, una volta acquisita Ducati, la Casa dovrebbe sviluppare motori e telai propri anche per le altre categorie del Mondiale. E tra gli obiettivi dichiarati c'è addirittura quello di sostituire Triumph come fornitore dei motori della Moto2. La holding ritiene che Ducati abbia tutte le capacità tecniche per realizzare un propulsore competitivo e cita come esempio il nuovo Desmo450 MX, il motore monocilindrico sviluppato per il motocross. Ma anche qui, però, si pone un problema tutt'altro che secondario: Ducati non potrebbe semplicemente decidere di prendere il posto di Triumph. La Moto2 utilizza infatti un motore unico fornito da Triumph e l'eventuale cambio di fornitore dipenderebbe dagli organismi che gestiscono il campionato e dagli accordi commerciali della categoria.  Senza contare poi che Triumph è già al lavoro sul progetto tecnico per la Moto2 2027. Dal canto suo Patritalia dice di voler comunque un mercato libero per la fornitura dei motori in Moto3, Moto2 e MotoGP e aggiunge che, qualora dovesse rimanere un sistema con un unico fornitore, vorrebbe che fosse Ducati a prendere il posto di Triumph in Moto2.

Ducati entry level?

Ma il piano non riguarda però soltanto le corse. Tra le idee illustrate dalla holding c'è anche quella di ampliare la gamma Ducati con modelli stradali più accessibili, destinati soprattutto ai motociclisti più giovani. L'obiettivo sarebbe avvicinare nuovi clienti al marchio fin dai primi anni di patente, creando una sorta di percorso di ingresso nel mondo Ducati. Un'idea che comporterebbe un cambio di direzione e di immagine rispetto alla strategia costruita dalla Casa negli ultimi anni, ben lontana da quella di un marchio “entry level”

Per ora tutto questo resta sulla carta,  Patritalia non possiede Ducati, non possiede MV Agusta e non può decidere né la strategia commerciale della Casa di Borgo Panigale né tanto meno il futuro sportivo della Moto2, La proposta da 2,5 miliardi di euro rimane sul tavolo, ma il vero nodo della vicenda è sempre lo stesso, così come la domanda alla base di tutto: Volkswagen vuole davvero vendere Ducati?

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