Bultaco è la prima "pentita" dell'elettrico e torna alla benzina
Dopo il rilancio affidato a moto e bici elettriche, lo storico marchio spagnolo cambia rotta e presenta una nuova adventure a benzina. La Rally GT 300 nasce dalla collaborazione con Leonart e punta su prezzo contenuto e versatilità
Bultaco ci riprova
Celebre soprattutto per le moto da trial e fuoristrada degli anni Sessanta e Settanta, lo storico marchio spagnolo torna sul mercato con una moto a benzina, la Rally GT 300, una piccola adventure sviluppata insieme alla connazionale Leonart. Un nuovo modello che rappresenta anche una curiosa inversione di rotta per un marchio che, poco più di dieci anni fa, aveva scelto di puntare con decisione proprio sull’elettrico per costruire il proprio ritorno sul mercato. Una scelta che non ha evidentemente pagato; da qui l’idea di tornare alla benzia. Ma andiamo con ordine.
Una Bultaco che arriva da Leonart
Come accennato, Rally GT 300 nasce dalla collaborazione con Leonart, azienda spagnola che già propone una moto molto simile. La base tecnica è infatti quella della Leonart Rally 300 e, al netto delle sovrastrutture e dei dettagli estetici, le due moto sono praticamente identiche.
Il motore è un monocilindrico raffreddato a liquido di 292 cm³, con doppio albero a camme in testa, quattro valvole e alimentazione a iniezione elettronica Bosch. La potenza dichiarata è di 28 CV a 9.500 giri/min, mentre la coppia massima arriva a 25 Nm. Il cambio è a sei marce.
Una piccola adventure per tutti i giorni
La Bultaco Rally GT 300 è pensata come una moto polivalente, capace cioè di muoversi agilmente nel traffico ma anche di affrontare strade secondarie e percorsi sterrati leggeri. Un ruolo nel quale il cerchio anteriore da 19 pollici dovrebbe contribuire a combinare precisione di guida e stabilità sui fondi meno regolari. La ciclistica prevede un telaio perimetrale, forcella rovesciata e monoammortizzatore posteriore. I freni sono a disco su entrambe le ruote e, ovviamente, c’è l’ABS. Le dimensioni confermano la vocazione da piccola adventure: il peso dichiarato in ordine di marcia è di 150 kg, mentre la sella è alta ben 883 mm. La luce a terra raggiunge così i 260 mm. 16 i litri di benzina nel serbatoio.
La dotazione comprende illuminazione full LED con indicatori anteriori integrati, strumentazione con display TFT da 5 pollici, presa USB, portapacchi, barre paramotore e leva del cambio con estremità richiudibile. Tra gli equipaggiamenti vengono indicati anche un sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici, che diventano più scolpiti, un becco da adventure ed una dashcam integrata che registra le immagini in sequenze di cinque minuti.
Già prenotabile attraverso Leonart Motors, la nuova Rally GT 300 è proposta al prezzo di 3.999 euro, cifra che la colloca nella fascia più economica delle piccole adventure.
Bultaco e la grande scommessa elettrica
Al di là delle buone carte con cui il marchio spagnolo intende tornare in partita, la Rally GT 300 racconta soprattutto un netto cambio di strategia. Bultaco, che già aveva nel corso degli anni vissuto diverse “rinascite” sembrava nel 2015 aver puntato moltissimo sulla mobilità elettrica. All’epoca la nuova proprietà sfoggiava una gamma innovativa, lontana dai tradizionali motori a due tempi che avevano contribuito alla fama del marchio.
Tra i primi progetti, lo ricordiamo, c’era la Brinco, una sorta di incrocio tra moto e mountain bike elettrica, che sarebbe dovuta essere seguita dalla Rapitán, vera moto stradale a batteria proposta anche nella versione più sportiva Rapitán Sport. Le promesse erano ambiziose: per le Rapitán venivano dichiarati una potenza equivalente a 54 CV, un’autonomia nel ciclo combinato di circa 180 km e una velocità massima autolimitata a 145 km/h. Il tutto reso ancora più interessante da un sistema di gestione della propulsione elettrica sviluppato dalla stessa Butalco, intenzinata persino a venderlo ad altri costruttori.
Il progetto era di ampio respiro e non si limitava alle moto. Nel catalogo del periodo compariva infatti anche la Albero 4.5, particolare superbici elettrica da 2 kW capace di arrivare a 45 km/h, con una ciclistica molto più vicina a quella di una moto che a quella di una normale bicicletta. Un modello che con i suoi 42 kg e prestazioni superiori a quelle delle comuni e-bike, si collocava - quasi - a metà strada tra i due mondi.
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