Buell Leviathan, 400 CV e burnout a 280 km/h (ma puntava a 400 km/h)
La Buell Project Leviathan ha affrontato per la prima volta la Bonneville Speed Week, fermandosi a 178,531 mph, circa 287 km/h. Il progetto puntava a superare le 250 miglia orarie, ma l'esordio sul sale ha evidenziato diversi problemi tecnici e difficoltà di messa a punto
Primo assaggio di Bonneville
Sviluppata con l'ambizioso obiettivo di superare le 250 miglia orarie, cioè circa 400 km/h, la Buell Project Leviathan ha affrontato la sua prima Bonneville Speed Week. Gli oltre 400 CV non sono bastati ed il miglior risultato è stato di “sole” 178,531 mph, pari a circa 287 km/h.
Vero è che per la Leviathan si trattava della prima esperienza assoluta sulla pista di sale di Bonneville, così come per il suo pilota Jacob Stark, che non aveva mai guidato una moto su questo tipo di superficie. Inoltre, va anche ricordato che prima ancora di poter cercare la velocità massima, squadra e pilota hanno dovuto affrontare il sistema di abilitazioni previsto a Bonneville, che richiede di dimostrare progressivamente la capacità di controllare la moto alle diverse velocità. La prima prova è stata quindi volutamente prudente e la moto è stata pertanto mantenuta su un rapporto relativamente basso, con un rapido passaggio alla seconda marcia, prima del rientro ai box per le verifiche e le regolazioni.
Il problema delle marce alte
Le difficoltà sono aumentate quando il team ha iniziato a utilizzare la terza marcia. Secondo Buell, il comportamento della Leviathan è cambiato sensibilmente quando Stark ha superato le 150 mph, circa 241 km/h, all'altezza del traguardo delle due miglia. Da quel momento la squadra ha dovuto affrontare una serie di problemi tecnici e intervenire più volte sulla moto per poter continuare ad aumentare la velocità. Altrettanto “delicato” l'inserimento della quarta marcia, con una velocità di rotazione della ruota posteriore che superava teoricamente le 200 mph, mentre la moto procedeva a una velocità sensibilmente inferiore. In pratica, Stark si è trovato a dover gestire una situazione molto simile a un burnout in movimento a più di 280 km/h.
Dopo aver superato le varie prove necessarie, Stark ha quindi ottenuto la licenza "B", quella che consente di accedere al Long Course. Qui la Leviathan ha potuto sfruttare un tratto di accelerazione di circa cinque miglia, decisamente più lungo rispetto ai percorsi di due e due miglia e un quarto utilizzati nelle fasi precedenti. Qui è arrivato il miglior risultato della settimana: 178,531 mph, circa 287 km/h.
Un progetto ancora in fase di sviluppo
Spinta dal motore 1190 sovralimentato una potenza superiore a 401 CV alla ruota e una coppia di circa 292 Nm, la Leviathan ha tutto il potenziale per raggiungere velocità molto più elevate. Il problema è trasformare tutta quella potenza in velocità effettiva: ottenere oltre 400 CV alla ruota è una cosa, riuscire a scaricarli al suolo su una superficie di sale, mantenendo sotto controllo la ruota posteriore alle alte velocità, tutt’altra. A questo si aggiunge il fatto che il team ha dovuto sviluppare la Leviathan direttamente in condizioni di gara. Durante la Speed Week sono emersi diversi problemi tecnici che hanno richiesto correzioni e regolazioni. Insomma, ci si trova davanti ad un progetto ancora in piena fase di sviluppo. La Leviathan nasce infatti da un progetto inizialmente concepito come prototipo della Super Cruiser, da cui è stato preso il telaio abbinato a sovrastrutture derivate dalla Hammerhead e dalla 1190RS, sospensioni FOX, ruote in alluminio forgiato e mozzi con pignoni realizzati su misura. Tutti elementi che devono dialogare tra loro in modo perfetto per raggiungere l’ambizioso obiettivo. Certo è che ci vorrà del tempo e la strada da percorrere sembra essere ancora piuttosto lunga…