BMW Vision K18: la bagger supersonica a Villa d'Este
A Villa d'Este BMW svela la K18: sei cilindri da 1.800 cm³, forme da jet supersonico e qualche indizio sul futuro della K 1600
Quei 150 cm³ in più
Diciamolo subito: la sigla "K18" non è un vezzo grafico. Sta per 1.800 cm³, ed è proprio questa la notizia più ghiotta nascosta dietro l'esercizio di stile portato da BMW Motorrad sulle rive del Lago di Como, al Concorso d'Eleganza Villa d'Este. Il sei cilindri in linea che oggi spinge la famiglia K 1600 (1.649 cm³, 160 CV) qui cresce di 150 cm³ buoni.
Ufficialmente la K18 è una show-bike, un esercizio scultoreo senza piani di produzione: la stessa Casa di Monaco distingue infatti tra le "Concept" – più vicine alla serie – e le "Vision", che sono pura ricerca formale. Ma il precedente è ingombrante: sempre a Villa d'Este, nel 2015, BMW aveva presentato il Concept 101, sempre con sei cilindri e stesso DNA da bagger. Due anni dopo, in concessionaria arrivò la K 1600 B, tutt'ora in listino. Tradotto: non aspettatevela in concessioanria domani con un cartello "in pronta consegna", ma quel propulsore allargato a 1.800 cm³ ha tutta l'aria di una prova generale per la prossima generazione di sei cilindri di Monaco.
Estetica da hangar di lusso
L'idea progettuale dichiarata dal CEO Markus Flasch è "Full Force Forward", e si vede al primo colpo d'occhio. La K18 ha una linea bassa, lunghissima, inclinata in avanti come un aereo in fase di decollo, con un esplicito rimando al Concorde nel profilo a freccia. Il numero sei è ripetuto in modo quasi ossessivo: sei prese d'aria sul frontale, da cui l'aria viene incanalata verso un filtro centrale; sei terminali di scarico al posteriore, incorniciati dal carbonio forgiato; sei fari LED.
Un modo per ricordare che dietro il design c'è il motore, e che il motore vale almeno quanto la le sovrastrutture. I pannelli sono in alluminio lavorato a mano con un fianco unico di oltre due metri. A contrasto, il già citato carbonio forgiato e superfici trattate con spruzzatura a fiamma che, nelle intenzioni di Monaco, ricordano i collettori di scarico della Formula 1 d'epoca, con quel look metallico iridescente. In bella vista anche una sospensione idraulica abbassabile e un faro raffreddato attivamente, dettagli che spostano il discorso dall'esercizio puramente estetico verso qualcosa di tecnicamente più concreto. Per ottenere quella coda bassa e affilata, BMW ha persino scambiato la posizione di airbox e serbatoio: soluzione anti-convenzionale che, sul prodotto di serie, sarebbe complicatissima da replicare. Ma una vision bike serve proprio a questo: dire dove si potrebbe arrivare, se si decidesse davvero di arrivarci.
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