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Ammoniaca al posto della benzina: si può fare ma...

Non produce anidride carbonica ed è più facile da gestire dell'idrogeno: l'ammoniaca potrebbe essere un carburante alternativo molto interessante, infatti su alcune navi lo stanno già provando e sulle auto è in fase prototipale. Per le moto invece?

Torniamo a parlare di carburanti in alternativa alla nostra amata benzina: nel mondo delle due ruote l'elettrico non è cosa e salvo alcuni esperimenti di Kawasaki, che ha sul mercato ben due moto ibride (la Ninja 7 e la Z7 da noi provate) e un prototipo circolante alimentato ad idrogeno, i tradizionali motori endotermici non sembrano essere ancora in discussione. Da diversi anni in campo automotive si parla anche di e-fuel , biocarburanti e anche di ammoniaca: quest'ultimo elemento è stato oggetto di sviluppo da parte del gruppo cinese GAC (Guangzhou Automobile Group) che ha presentato anche un motore funzionante. A distanza di qualche anno gli esperti sono tornati a parlare di NH3, l'ammoniaca, ma gli studi arrivano dal settore navale. Ecco cosa sappiamo fin ad ora.

Perché l'ammoniaca?

La notizia riguardo all'utilizzo di ammoniaca come combustibile nell'ambito marittimo arriva direttemante da un bollettino rilasciato poco fa dall'EBI, la European Boating Industry, associazione europea che rappresenta l’industria della nautica da diporto e del turismo nautico presso le istituzioni dell’Unione Europea. E infatti, senza dilungarsi in una complessa analisi chimica, la molecola dell'ammoniaca (NH3) non presenta atomi di carbonio e, quando viene utilizzata come carburante, non genera anidride carbonica (che invece è prodotta in abbondanza dagli attuali motori a benzina e gasolio). Sulla carta quindi è ideale per raggiungere la decarbonizzazione che in Europa ci siamo dati come obiettivo.

Come può essere applicata

I test a pieno carico su alcune navi sono già iniziati e quindi la tecnologia per l’utilizzo dell’ammoniaca c'è già e sta uscendo dai laboratori. I primi sviluppi parlano di tre soluzioni per quanto riguarda il powetrain: la prima prevede motori a combustione interna alimentati direttamente ad ammoniaca; la seconda con i bi-fuel, quindi in grado di funzionare a doppia alimentazione (diesel più ammoniaca); e infine nella terza si parla di sistemi di conversione elettrica fuel cell alimentate ad ammoniaca, un po' come funziona con alcune applicazioni dell'idrogeno. Rispetto a questo ultimo elemento che vi abbiamo citato, tra l'altro, ci sono importanti vantaggi in termini di logistica e stoccaggio perché l'ammoniaca è già prodotta e trasportata su larga scala e, in più, può essere stoccata liquida a pressioni e temperature meno estreme. Tutto sembra a suo favore, ma...

...ci sono comunque delle complicazioni

Molti di voi già sapranno che l'ammoniaca è altamente tossica, è corrosiva su molti materiali e dallo scarico potrebbero sfuggire pericolose tracce di NH3. Questo significa che per avere un utilizzo sicuro su larga scala servono adeguate precauzioni come sistemi di sicurezza avanzati, ventilazione forzata, rilevazione di fughe, sensori e doppie barriere. Sulle grandi navi, e parliamo di cargo, il personale può essere addestrato e lo spazio a bordo per i grandi serbatoio, così come per eventuali compartimenti tecnici dedicati, non manca. Per una distribuzione più larga, però, ci sono altri problemi: infatti, mancano ancora totalmente punti di stoccaggio e rifornimento di ammoniaca nelle marine. Nella nautica ci sono dei forti limiti, quindi per ora non si parla neanche di navi passeggeri o yacht sotto i 50-60 metri (quindi imbarcazioni già molto grandi): nelle moto la questione diventa ancora più complicata, sempre per questioni di spazio e gestione del prodotto sulle nostre strade. I risultati che potrebbe dare questo carburante sono interessanti, ma nessun costruttore di due ruote ha preso in considerazione l'ammoniaca come carburante alternativo, o almeno non ci sono notizie a riguardo ma vi terremo aggiornati.

 

 

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