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Addio ad Attilio Petrogalli, l'ex campione di enduro è morto a 73 anni

L'ex pilota bergamasco è morto a 73 anni mentre cercava di eliminare un nido di vespe in un vecchio furgone. La dinamica dell'incidente e le cause del decesso sono ancora al vaglio degli inquirenti

È morto a 73 anni Attilio Petrogalli, storico pilota bergamasco di enduro e protagonista della Regolarità italiana negli anni Settanta. Petrogalli è stato trovato senza vita nel pomeriggio di mercoledì 19 agosto all'ex Vecchio Mulino di Rovetta, in provincia di Bergamo, dove si recava abitualmente per aiutare i proprietari in alcuni lavori. Secondo le prime ricostruzioni, Petrogalli si trovava nell'area per intervenire su un nido di vespe presente all'interno di un vecchio furgone abbandonato. Per cercare di eliminarlo avrebbe utilizzato della benzina e alcuni stracci, appiccando il fuoco. Le fiamme si sarebbero però rapidamente propagate, interessando anche le zone circostanti e una staccionata in legno. Probabilmente per difendersi dalle punture di vespa, Petrogalli indossava la giacca da moto e il casco che lo aveva accompagnato in innumerevoli gare.  È stato ritrovato senza vita sul posto.

Cause della morte ancora da chiarire

La dinamica esatta dell'accaduto non è ancora completamente definita. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbero stati i fumi prodotti dall'incendio la possibile causa della morte, ipotizzando un'intossicazione o un'asfissia. La famiglia ha però precisato che le cause del decesso devono ancora essere accertate e ha smentito le notizie secondo cui il corpo sarebbe stato trovato carbonizzato. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri, impegnati negli accertamenti sulla dinamica.

Il Vaso d'Argento alla Sei Giorni del 1975

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Attilio Petrogalli era una figura conosciuta nel mondo dell'enduro italiano. Originario di Clusone, apparteneva alla generazione di piloti bergamaschi che negli anni Settanta contribuirono a costruire la tradizione della Regolarità nella provincia di Bergamo. 
Il risultato più importante della sua carriera arrivò nel 1975, quando Petrogalli fece parte della squadra italiana che conquistò il Vaso d'Argento alla Sei Giorni Internazionale di Enduro sull'Isola di Man. Insieme a lui c'erano Pierluigi Rottigni, Gualtiero Brissoni e Piero Gagni, tutti in sella alle SWM. 
Dopo la carriera agonistica Petrogalli rimase legato al mondo delle due ruote. Alla fine degli anni Settanta avviò a Clusone una concessionaria e un'attività legata alla vendita e alla riparazione di motociclette, poi sviluppata anche insieme ai figli Michele e Marcello. Negli anni Petrogalli continuò a essere coinvolto nelle iniziative legate all'enduro e alla storia della Regolarità bergamasca, mantenendo un rapporto diretto con il mondo delle due ruote. La notizia della sua morte ha suscitato cordoglio tra gli appassionati di enduro e tra coloro che avevano condiviso con lui gli anni delle competizioni internazionali.

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