Trump "convince" Harley-Davidson: la produzione delle Revolution Max torna negli Stati Uniti
Le nuove politiche commerciali statunitensi e le maggiori opportunità di investimento che ne sono conseguite hanno spinto H-D ad adottare una strategia in controtendenza rispetto a molti altri costruttori: entro il 2028, le Harley-Davidson della famiglia Revolution Max torneranno ad essere made in USA...
Back in the US
In un periodo in cui molti costruttori stanno progressivamente spostando la produzione fuori dai Paesi d’origine verso mercati a più basso costo in Asia, Harley-Davidson annuncia una scelta opposta: riportare negli Stati Uniti la produzione della piattaforma Revolution Max destinata al mercato nordamericano. Secondo quanto comunicato dalla Casa di Milwaukee, la produzione delle moto equipaggiate con il Revolution Max verrà trasferita negli impianti di Pennsylvania e Wisconsin, con completamento del processo previsto prima dell’avvio del model year 2028. Un riflesso evidente delle politiche commerciali protezionistiche avviate dalla presidenza Trump.
Il piano riguarda le moto a raffreddamento a liquido della piattaforma, tra cui la gamma Pan America, Sportster S e Nightster. A regime, tutte le fasi produttive saranno svolte negli Stati Uniti: lavorazioni meccaniche, assemblaggio del propulsore, verniciatura e assemblaggio finale.
Nuove politiche commerciali, maggiori opportunità di investimento, più posti di lavoro
Nel comunicare la decisione, il H-D ha indicato anche i cambiamenti nelle politiche commerciali statunitensi e le trasformazioni dello scenario globale come fattori che hanno aperto nuove opportunità per investimenti nella produzione domestica. L’operazione dovrebbe inoltre generare decine di nuovi posti di lavoro negli stabilimenti di Pennsylvania e Wisconsin, inclusi ruoli sindacali. A commentare il progetto è stato Bill Davidson, Vice President, Special Advisor to the CEO and Global Brand Ambassador, che ha dichiarato: "La mia famiglia lavora in questa azienda da generazioni e ho visto in prima persona l’orgoglio, la maestria artigianale e il duro lavoro che stanno dietro alla costruzione delle motociclette Harley-Davidson in America. Mio padre Willie, mia sorella Karen e io siamo estremamente entusiasti di ciò che sta accadendo in Harley-Davidson. Riportare questo lavoro a casa è un altro passo importante nel ritorno alle origini, nell’investire nella produzione americana e nel costruire sui valori che hanno reso Harley-Davidson uno dei marchi più iconici al mondo.”
Non tutte le Harley torneranno negli USA
Va comunque chiarito che la decisione di riportare negli Stati Uniti la produzione delle moto basate sulla piattaforma Revolution Max non va interpretata come un ritorno generalizzato di tutta la gamma Harley-Davidson alla produzione domestica. La scelta riguarda infatti in modo specifico i modelli destinati al mercato nordamericano e dotati del motore a raffreddamento a liquido, mentre la strategia produttiva globale del marchio rimane articolata su più Paesi. In particolare, la Casa di Milwaukee continua a fare ricorso ai propri impianti internazionali, soprattutto per le moto destinate ai mercati fuori dagli Stati Uniti. Tra questi, un ruolo centrale resta quello dello stabilimento di Rayong, in Thailandia, utilizzato negli ultimi anni per l’assemblaggio e la produzione di diversi modelli destinati ai mercati esteri, Europa compresa.