Terre rare, il primo impianto europeo per il riciclo sarà in Italia
Il ministero dell'Ambiente ha autorizzato la realizzazione del progetto Life Inspiree, che recupererà materiali preziosi da hard disk e motori elettrici a fine vita. Un passo importante per ridurre la dipendenza dalle importazioni e favorire il riciclo di materiali strategici
Via libera all'impianto di Ceccano
L'Italia sarà il primo Paese europeo a ospitare un impianto dedicato al recupero dei materiali preziosi provenienti da hard disk e motori elettrici dismessi. Il ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha infatti autorizzato il progetto Life Inspiree, che sarà realizzato a Ceccano, in provincia di Frosinone, nello stabilimento dell'azienda Itelyum, capofila dell'iniziativa insieme ad altri partner. L'obiettivo è recuperare questi materiali invece di estrarne di nuovi, contribuendo a ridurre la dipendenza dell'Europa dalle importazioni.
Materiali strategici per l'industria
Per “materie preziose”, o terre rare, si intende nello specifico 17 elementi chimici indispensabili in numerosi settori industriali e tecnologici. Materiali che vengono tra l’altro impiegati nella produzione di motori elettrici, dispositivi elettronici, turbine eoliche e altri componenti ad alta tecnologia. Pur non essendo realmente rari nella crosta terrestre, sono materiali difficili e costosi da estrarre. Oggi l'Europa ne produce quantità molto limitate e dipende quasi interamente dalle importazioni, soprattutto dalla Cina, che persa per un 90% del totale. Per questo l'Unione Europea punta sempre di più sul riciclo: un regolamento del 2024 fissa l'obiettivo di coprire entro il 2030 almeno un quarto del fabbisogno annuale attraverso il recupero di queste materie prime.
Come avverrà il recupero
Il processo parte dai magneti permanenti presenti all'interno di hard disk e motori elettrici a fine vita, nei quali sono contenute le terre rare. I magneti vengono prima rimossi dagli apparecchi dismessi e successivamente sottoposti a un trattamento chimico che permette di separare le terre rare e trasformarle in materiali nuovamente utilizzabili dall’industria. A pieno regime l'impianto sarà in grado di trattare fino a 2.000 tonnellate di magneti permanenti all'anno, recuperando oltre 500 tonnellate di terre rare.
Oltre a Itelyum, partecipano al progetto Glob Eco, che si occuperà dello smontaggio dei magneti, Erion, impegnato nella raccolta dei rifiuti elettronici, l'Università dell'Aquila, che seguirà gli aspetti tecnici e la valutazione degli impatti ambientali e sociali, ed EIT RawMaterials, incaricata di promuovere i risultati dell'iniziativa a livello europeo. Il nuovo impianto nasce dall'esperienza maturata con il precedente progetto pilota New-RE.
L'obiettivo è ridurre la dipendenza dall'estero
Per il viceministro dell'Ambiente Vannia Gava, l'autorizzazione rappresenta un passaggio strategico: "Garantire l’approvvigionamento di materie prime critiche significa oggi rafforzare la nostra autonomia industriale, energetica e tecnologica", ha dichiarato, aggiungendo che il recupero delle terre rare dai rifiuti elettronici è "una sfida ambientale, ma anche una scelta di politica industriale".
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