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Sinner va a lezione, l'istruttrice: "Spiacerebbe per la quinta bocciatura"

Dopo le quattro bocciature all'esame teorico per la patente, parla l'istruttrice dell'autoscuola di Montecarlo che seguirà il numero uno del tennis mondiale: "Da privatista era più difficile, con le lezioni avrà qualche possibilità in più”…

Ce la farà?

Ne avevamo parlato qualche settimana fa: nonostante i successi sui campi di tutto il mondo, Jannik Sinner continua ad avere un avversario ostico da battere, l'esame per la patente della moto. Dopo aver raccontato a Wimbledon di essere stato bocciato per la quarta volta alla prova teorica, ora emergono alcuni retroscena grazie alle parole dell'insegnante dell'autoscuola che lo seguirà a Montecarlo.

"Ha sempre studiato da solo"

A parlare è Celine Gazzotti, istruttrice dell'autoscuola di Montecarlo, che in un'intervista al settimanale DiPiù ha spiegato come il campione altoatesino abbia finora affrontato l'esame senza frequentare un corso. "Jannik ha sempre cercato di prepararsi da solo. Prima era iscritto a un'altra autoscuola dove non si tenevano lezioni teoriche in aula e, secondo me, è anche per questo che è stato bocciato quattro volte", ha raccontato. Da ora, invece, Sinner seguirà le lezioni dell'autoscuola monegasca, frequentata in passato anche dal tennista Grigor Dimitrov, nella speranza di arrivare preparato al prossimo tentativo. 
L'istruttrice non si sbilancia sull'esito del prossimo esame, ma è convinta che il metodo di preparazione possa fare la differenza. "Non ho la certezza che verrà promosso, ma studiando con me avrà qualche possibilità in più. Mi dispiacerebbe se venisse bocciato per la quinta volta", ha spiegato.

E poi c’è la pratica…

Chiaro che, una volta superata la prova teorica, il numero uno del ranking ATP dovrà affrontare anche l'esame pratico, che a Monaco come in Italia prevede prima una prova di manovrabilità in circuito e poi la guida su strada in sella a una moto di media cilindrata. Solo allora potrà finalmente ottenere quella patente che, almeno per il momento, sembra metterlo più in difficoltà di qualsiasi avversario sul campo da tennis. 

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