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Siccità, dal Danubio riemerge la Guerra: moto e navi della ritirata nazista

La siccità fa abbassare il livello del fiume e porta alla luce una DKW NZ 350-1 rimasta sepolta per oltre 80 anni. Insieme alla moto sono stati trovati anche munizioni, frammenti di proiettili e altri reperti bellici

La moto che riemerge dal Danubio

Il livello del Danubio scende e, insieme all'acqua, riaffiorano anche pezzi di storia europea. A Budapest, in Ungheria, il calo eccezionale del fiume ha portato alla luce una DKW NZ 350-1, moto militare tedesca risalente alla Seconda guerra mondiale. A individuarla sono stati alcuni passanti, che hanno notato spuntare dal fango e dalle rocce parte della forcella lungo l'argine di Batthyány Square. La segnalazione ha fatto intervenire gli specialisti del museo militare ungherese, che hanno identificato il mezzo e hanno avviato gli scavi. 

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La moto, rimasta per decenni nel fango del Danubio, è stata quindi recuperata e trasferita al Museo e Istituto di Storia Militare di Budapest, dove sarà sottoposta a un intervento di pulizia e conservazione.

Una moto insieme a munizioni e reperti

Durante gli scavi nell'area circostante sono emersi diversi anche altri reperti: mine anticarro, bombe a mano, frammenti di proiettili d'artiglieria, munizioni tedesche e sovietiche, oltre a ossa animali e ceramiche di epoca civile. La concentrazione degli oggetti ha portato gli archeologi a ipotizzare che la zona potesse essere stata utilizzata come una sorta di deposito improvvisato di materiale militare, dove equipaggiamenti e altri oggetti erano stati gettati durante le fasi finali della guerra e, in particolare, dopo l'assedio di Budapest. Non tutti i reperti, naturalmente, sono stati recuperati per essere esposti. Gli ordigni ancora potenzialmente pericolosi sono stati affidati agli artificieri, chiamati a intervenire per mettere in sicurezza l'area.

Com'era la DKW NZ 350-1

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La NZ 350-1 era una delle moto sviluppate da DKW per le esigenze della Wehrmacht. Il progetto derivava dalla NZ 350 e venne adattato all'impiego militare a partire dal 1943, con la versione NZ 350-1 introdotta nel 1944. A spingerla ci pensava un monocilindrico due tempi da 346 cm³, raffreddato ad aria, con cilindro e basamento realizzati in ghisa. Una scelta legata anche alla carenza di alluminio che caratterizzava l'industria tedesca negli ultimi anni del conflitto. La potenza era di circa 11 CV, trasmessa attraverso un cambio a quattro marce. La NZ 350, spiegano gli esperti, era stata adottata per il servizio militare come motocicletta di media cilindrata destinata anche ai reparti di collegamento. La NZ 350-1 rappresentava l'evoluzione finale del modello, con diverse modifiche pensate per l'impiego dell'esercito.

Il Danubio sta restituendo la storia della guerra e non è la prima volta

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La scoperta della DKW non è un episodio isolato. In questa estate caratterizzata da caldo intenso e siccità, il livello del Danubio è sceso in maniera eccezionale, facendo riaffiorare numerosi reperti lungo il suo corso. Il caso più spettacolare riguarda Prahovo, in Serbia, dove sono tornati visibili i relitti di decine di imbarcazioni tedesche affondate nel 1944 durante la ritirata della flotta tedesca del Mar Nero davanti all'avanzata dell'Armata Rossa. Secondo le ricostruzioni storiche, furono affondate nella zona fino a circa 200 imbarcazioni. Alcune contengono ancora munizioni ed esplosivi e rappresentano quindi un problema non soltanto storico, ma anche per la sicurezza della navigazione. 
Già nel 2022 una forte siccità aveva fatto riaffiorare più di 20 di questi relitti nei pressi di Prahovo. Il fenomeno si è ripetuto nel 2026, mentre il livello del Danubio è tornato a scendere in diversi Paesi dell'Europa centrale e orientale.

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