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Roma, presa banda della minicar che assaliva monopattini e bici. Sono due minori, uno figlio di Carabiniere

Calci e spinte a chi viaggiava in monopattino e in bici: a Roma presi un 16enne e un 17enne. La Procura contesta il tentato omicidio

Colpiti di fianco, senza vederli arrivare

Chi si muove in città su due ruote conosce bene il fastidio di un’auto che si affianca troppo. A Monteverde, quartiere residenziale di Roma, tra la sera del 4 e quella del 5 ottobre quel fastidio è diventato qualcosa di molto peggio. Una minicar elettrica nera, silenziosa come tutte le vetturette a batteria (un pregio, finché non diventa un’arma), si accostava a chi pedalava o viaggiava in monopattino. Dal lato passeggero partiva un calcio o una spinta, poi l’auto spariva. La targa era coperta con un elastico nero e nessuna delle vittime è riuscita a leggerla. Il caso più grave è quello di Davide Iacopini, attore genovese di 42 anni, volto noto della serie Suburra e della recente Maschi Veri. La sera del 5 ottobre, poco dopo le 22, stava percorrendo in monopattino via Anton Giulio Barrili quando è stato raggiunto da un calcio ed è finito contro un’auto in sosta. Ha riportato un grave trauma cranico, è stato operato due volte alla testa ed è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo. Con la stessa tecnica era stato fatto cadere dal monopattino uno studente universitario di 26 anni in via Pio Foa. In via San Pancrazio, invece, una 27enne in bicicletta è stata spinta a terra dal passeggero della vetturetta. Ci sono poi una donna colpita alla nuca mentre rientrava a casa e un professore in pensione di 67 anni, raggiunto al fianco da un tubo di plastica mentre camminava in viale dei Quattro Venti. 

Due ragazzi del quartiere

La svolta è arrivata nelle ultime ore. Carabinieri e Polizia Locale hanno identificato un sedicenne e un diciassettenne che abitano in zona (uno, peraltro, è figlio di un Carabiniere). Secondo la ricostruzione degli investigatori, uno era al volante e l’altro sul sedile del passeggero. A stringere il cerchio sono state soprattutto le telecamere, sia quelle delle attività commerciali sia quelle della videosorveglianza comunale, incrociate con le testimonianze e con l’identikit fornito da una delle vittime. La minicar, con una vistosa ammaccatura sul frontale destro, è stata rintracciata durante un controllo a Testaccio, all’angolo tra via Ginori e via Volta, e messa sotto sequestro. I due avrebbero ammesso le proprie responsabilità e sono stati denunciati: il pm Ambrogio Cassiani contesta loro il tentato omicidio. Tramonta invece la pista della vetturetta nera rubata a un avvocato e denunciata qualche giorno dopo i fatti: i due ragazzi individuati non sono i suoi figli. Sul movente non c’è ancora nulla di ufficiale. Tra le ipotesi circolate c’è quella di una sfida nata sui social. 

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