Salta al contenuto principale

Perché i data center di Elon Musk hanno messo in crisi le gare di accelerazione USA

Dodici iconici circuiti sono stati messi all'asta, mentre il proprietario della storica IHRA è impegnato in una controversia con le aziende di Elon Musk

IHRA, oltre mezzo secolo di gare di accelerazione

Prima di raccontare i fatti, conviene presentarne i protagonisti. Fondata nel 1970 da Larry Carrier, la International Hot Rod Association (IHRA) è una delle organizzazioni storiche del drag racing americano. Una sorta di FIFA delle gare di accelerazione, per intenderci, anche se il paragone non è del tutto esatto dato che egli States opera anche la NHRA, l'altra grande organizzazione di questa disciplina. In ogni caso, da oltre cinquant'anni la IHRA si occupa di regolamenti, competizioni e circuiti dedicati a uno degli sport motoristici più spettacolari d'America: sfide di accelerazione, generalmente sul quarto di miglio, tra mezzi capaci di prestazioni impressionanti, moto comprese, come avevamo raccontato parlando delle incredibili drag bike americane. 
Nel dicembre 2024, l'associazione è stata acquistata dall'imprenditore Darryl Cuttell, proprietario di Darana Hybrid, società specializzata in lavori elettromeccanici e industriali. Appassionato di motori e pilota di drag racing, Cuttell aveva un progetto ambizioso: rilanciare la IHRA, ampliare il calendario delle competizioni e investire nelle strutture. Alle parole sono seguiti i fatti, almeno inizialmente. Tra il 2025 e il 2026 l'imprenditore ha acquistato numerosi circuiti, compresi impianti storici come il Rockingham Speedway, conosciuto anche per le gare NASCAR. Nel novembre 2025 la IHRA ha inoltre completato l'acquisizione della World Drag Racing Alliance, arrivando a dichiarare una rete di 117 piste affiliate nel mondo.

Dalle grandi ambizioni ai circuiti all'asta

Image

Il progetto di rilancio, però, ha incontrato pesanti difficoltà. Nel luglio 2026 la IHRA ha annunciato la cancellazione delle gare rimanenti della Nitro Drag Racing Series, accompagnata da riduzioni del personale. La sospensione riguardava il principale campionato Nitro, non tutte le attività dell'associazione, ma rappresentava comunque un brutto colpo per il progetto di Cuttell. Poi è arrivato il dietrofront. L'imprenditore ha comunicato la decisione di uscire dal settore delle competizioni, mettendo in vendita dodici impianti appartenenti al suo gruppo. 
L'elenco comprende circuiti importanti come l'Atlanta Dragway, il Memphis International Raceway, l'Heartland Motorsports Park di Topeka, il Milan Dragway e il già citato Rockingham Speedway, oltre ad altre strutture distribuite in diversi Stati americani. 
Le proprietà sono state affidate alla società specializzata Tranzon Atlas, che raccoglierà le offerte entro il 17 novembre 2026. Gli impianti sono proposti singolarmente, senza prezzi di partenza pubblicamente indicati. Insomma, per chi avesse sempre sognato di possedere un circuito americano, l'occasione è servita. Ne volete uno? Mettete sul piatto qualche milione, visto che alcune proprietà comprendono centinaia di ettari di terreno e strutture di notevoli dimensioni, anche se un po' malmesse… 
Ma torniamo ai fatti. 

Cosa c'entrano Elon Musk e i suoi Data Center?

Image

Oltre a occuparsi di motorsport, la Darana Hybrid di Cuttell ha lavorato alla realizzazione di grandi data center per le attività di intelligenza artificiale riconducibili a Elon Musk, nell'area di Memphis, in Tennessee, e nel vicino Mississippi. 
Secondo Cuttell, le società di Musk gli dovrebbero oltre 600 milioni di dollari per lavori effettuati e non pagati. L'imprenditore sostiene che i pagamenti si sarebbero interrotti dopo la fusione tra xAI e SpaceX, arrivando a presentare richieste di garanzia sui beni immobiliari interessati dai lavori per recuperare quanto ritiene gli spetti. 
La controparte, però, racconta una storia completamente diversa. Nell'agosto 2026, xAI e due società collegate hanno avviato un'azione legale contro Darana Hybrid, Cuttell e la società attraverso cui controlla la IHRA, accusandoli di aver gonfiato le fatture e addebitato lavori non autorizzati. 
Secondo le accuse, parte delle somme fatturate sarebbe stata destinata a finanziare progetti estranei alla costruzione dei data center, compresi lavori di ristrutturazione del Memphis International Raceway, che Cuttell intendeva rilanciare come Darana Motorsports Park. 
Le società di Musk chiedono almeno 500 milioni di dollari di risarcimento, oltre ad altre eventuali somme. Cuttell, dal canto suo, respinge le accuse di sovrafatturazione e continua a sostenere di essere creditore nei confronti della controparte. Un contenzioso, insomma, ancora al vaglio della giustizia. 

Che fine faranno i circuiti?

Image

Intanto, mentre gli avvocati si danno battaglia, a rischiare è soprattutto una parte importante della storia del motorsport americano. Non è infatti detto che i dodici impianti finiscano nelle mani di altri organizzatori di gare. Alcune proprietà vengono pubblicizzate anche per il loro potenziale di sviluppo immobiliare, il che significa che potrebbero essere acquistate per finalità del tutto diverse da quelle sportive. Un po’ come se un giorno mettessero in vendita l’Autodromo di Monza per farci un centro commerciale, un enorme complesso residenziale o, chissà, magari un data center...

Aggiungi un commento