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Motore a ingranaggi, l’idea geniale che non funziona

Il brevetto è interessante ma tutto lascia pensare che resterà tale perché è parecchio complicata

Teoria interessante ma applicazione pratica piuttosto difficoltosa per il brevetto dell’inventore americano Brian Schmidt di Galena, Ohio. La considerazione alla base di tutto è il fatto che un motore a scoppio in configurazione tradizionale ha una rotazione uniforme, cioè tutte e quattro le fasi di un quattro tempi, o le due nel caso di un due tempi, hanno all’incirca la stessa lunghezza; è questione di geometria, ma per quanto riguarda la dinamica dei gas avrebbe senso modificarne la durata, distribuendole diversamente all’interno della stessa rotazione.

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Secondo l'inventore con il suo sistema il rendimento del motore aumenterebbe

Ingranaggi allungati

È qui che salta fuori l'idea del nostro Archimede Pitagorico: l’albero motore principale su cui è montata la biella trasmette il movimento a un albero supplementare tramite ingranaggi che – udite udite – non sono circolari ma hanno una forma allungata per modificare la durata della corsa. Lunga in discesa per avere una maggiore durata della corsa di aspirazione così da garantire un maggiore riempimento di gas freschi, cioè più potenza e più tiro in basso; più corte le fasi di compressione e scarico per spingere più velocemente i gas combusti fuori dalla camera di scoppio, accelerandone il raffreddamento E aumentando la pressione negativa che spinge i gas all’aspirazione. In questo modo, secondo Schmidt, si ridurrebbe del 75% anche il tempo al punto morto inferiore, dunque il motore resterebbe “fermo” per un tempo minore perdendo meno slancio, con un miglioramento dell’efficienza.

Quante complicazioni

Termodinamicamente la cosa avrebbe un senso perché rende la combustione è più efficiente generando una maggiore spinta ad ogni accensione; prima di gridare al miracolo però è bene considerare che il sistema richiede l’aggiunta di numerosi ingranaggi e cuscinetti a strisciamento rispetto a una configurazione “normale”, con maggiori attriti che annullerebbero almeno in parte il guadagno in termini di rendimento; per non parlare della complicazione introdotta per realizzare ingranaggi dalle forme astruse che nel migliore dei casi porterebbero a un funzionamento molto irregolare e rumoroso, forti sollecitazioni e usure non uniformi, oltre a costi di produzione decisamente superiori. Insomma, l’idea è interessante ma tutto lascia pensare che resterà tale, cioè soltanto un’idea interessante destinata a non avere uno sbocco pratico. 

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