L'abbigliamento moto protegge sempre meno. L'accusa dei ricercatori australiani
Secondo i dati raccolti in otto anni di test da MotoCAP, il livello di protezione di alcuni capi certificati secondo la EN 17092 sarebbe progressivamente diminuito
Più nuovo è più sicuro?
Una normativa più recente dovrebbe, almeno intuitivamente, garantire standard di sicurezza superiori rispetto a quella che ha sostituito. Non è detto però che sia sempre così. A affermarlo è MotoCAP, il programma australiano indipendente che dal 2018 sottopone l’abbigliamento da moto a test di laboratorio e che, dopo aver analizzato circa 1.100 prodotti, sostiene di avere individuato una progressiva riduzione delle prestazioni di alcuni capi certificati secondo la normativa europea EN 17092.
Secondo Christopher Hurren, professore associato alla Deakin University e chief scientist di MotoCAP, in particolare la resistenza all’abrasione di alcuni prodotti sarebbe peggiorata nel corso degli anni, pur continuando questi ultimi a rispettare i requisiti necessari per la certificazione. Ma andiamo con ordine.
Cosa ha cambiato la EN 17092
La questione parte alcuni anni fa. Come avevamo spiegato in questo approfondimento, dal 21 aprile 2019, con la piena applicazione del Regolamento europeo 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale, i capi immessi sul mercato come abbigliamento protettivo da moto devono essere certificati CE. Inizialmente il riferimento era la prEN 17092, cioè la versione preliminare della norma, divenuta poi EN 17092:2020 nella sua forma definitiva. La nuova norma ha sostituito la precedente EN 13595, risalente al 2002 e poco diffusa sul mercato anche per la severità delle prove previste. La EN 17092 ha introdotto invece un sistema articolato in cinque classi, AAA, AA, A, B e C, corrispondenti a differenti livelli e tipologie di protezione. Vengono valutati, tra le altre cose, resistenza all’abrasione, allo strappo e delle cuciture, oltre alla protezione dagli impatti. La AAA rappresenta il livello più elevato, mentre scendendo di classe diminuiscono alcuni requisiti in favore, generalmente, di maggiore leggerezza e comfort.
Il principio è semplice: per appartenere a una determinata classe un capo deve superare i requisiti previsti dalla norma. Ed è proprio qui che si inserisce la questione sollevata da MotoCAP.
Cosa ha scoperto MotoCAP
MotoCAP, Motorcycle Clothing Assessment Program, è attivo dal 2018 e sottopone giacche, pantaloni e guanti da moto a test indipendenti. Oggi analizza circa 173 prodotti ogni anno e in otto anni ha costruito un database di circa 1.100 capi, valutandone separatamente caratteristiche come resistenza all’abrasione, robustezza delle cuciture e capacità delle protezioni di assorbire gli urti.
È proprio osservando l’evoluzione dei risultati nel tempo che i ricercatori sostengono di avere individuato una tendenza preoccupante. Secondo Hurren, le prestazioni protettive di giacche e pantaloni certificati EN 17092 starebbero diminuendo anno dopo anno, nonostante i prodotti continuino a soddisfare i requisiti previsti dalla certificazione.
Il punto più critico sarebbe l’abrasione. MotoCAP racconta di avere valutato alcuni jeans da moto con prestazioni all’abrasione paragonabili a quelle di normali pantaloni in denim. Ancora più significativo è il caso di un prodotto che, in una prima versione, aveva resistito per 3,7 secondi nel test di abrasione MotoCAP e che, in una versione successiva, si sarebbe fermato a 1,2 secondi, mentre il prezzo di vendita è rimasto sostanzialmente invariato.
Per Hurren il problema starebbe proprio nei requisiti della EN 17092, che a suo giudizio sarebbero stati fissati a livelli sufficientemente bassi da consentire ai produttori di ridurre materiali e protezione continuando comunque a rispettare la norma. Una conclusione pesante, che per ora non è dimostrata e va però attribuita ai ricercatori: il fatto che un capo ottenga la certificazione significa che ha superato le prove richieste, non che garantisca necessariamente le stesse prestazioni di un modello precedente o di un altro prodotto appartenente alla medesima classe.
Va inoltre precisato che MotoCAP utilizza propri protocolli di valutazione, pensati per confrontare le prestazioni effettive dei diversi prodotti. I suoi punteggi non possono quindi essere sovrapposti direttamente alle classi della EN 17092: servono piuttosto a mostrare le differenze esistenti tra capi che, agli occhi del consumatore, possono presentare la stessa certificazione.
Lo studio deve ancora essere pubblicato
Ed è qui necessaria una certa prudenza. I risultati completi dello studio dedicato specificamente agli effetti della EN 17092 non sono ancora stati pubblicati, quindi al momento non è possibile analizzarne nel dettaglio metodologia, campione e analisi statistica.
La ricerca, firmata da Yao Yu e Christopher Hurren della Deakin University, ha un titolo piuttosto esplicito: The Negative Effect on Motorcycle Clothing Protection Introduced by EN17092, cioè “L’effetto negativo sulla protezione dell’abbigliamento motociclistico introdotto dalla EN 17092”. Lo studio è già inserito nel programma ufficiale della Australasian Road Safety Conference 2026, che si terrà a Sydney dal 26 al 29 ottobre, e sarà quindi in quell’occasione che sarà possibile conoscere e valutare i risultati completi. Fino ad allora ciò che sappiamo deriva dai dati accumulati da MotoCAP e dalle dichiarazioni di Hurren: elementi certamente interessanti e meritevoli di attenzione, ma non ancora sufficienti per concludere che la EN 17092 abbia provocato, in generale, un peggioramento dell’abbigliamento protettivo da moto.
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