Salta al contenuto principale

Kove 660X, la valanga cinese sta per arrivare

In vista di EICMA 2026 i cinesi cominciano ad affilare le armi. Dai documenti di omologazione cinesi emerge la nuova Kove 660X, crescono cilindrata e potenza, ecco quello che sappiamo

La Kove 625X Pro è appena arrivata sul mercato italiano, ma in Cina sarebbe già in preparazione la versione successiva. Si tratta della nuova 660X, della quale sono emersi alcuni dati tecnici contenuti nei documenti di omologazione cinesi. Al momento non ci sono informazioni ufficiali sulla sua eventuale commercializzazione in Europa, ma le carte permettono già di farsi un'idea piuttosto chiara in merito a questo nuovo modello.

Cilindrata aumentata

Image

Nonostante il nome, la 625X Pro attuale non monta un motore di 625 cm³: il suo bicilindrico parallelo ha una cilindrata effettiva di 581 cm³, con alesaggio di 76 mm, corsa di 64 mm e una potenza dichiarata di 62,5 CV a 8.500 giri/min. Sulla nuova 660X l'unità mantiene la stessa architettura, ma l'alesaggio cresce di 2 mm, passando da 76 a 78 mm. La corsa rimane invece invariata a 64 mm: la cilindrata arriva così a 626 cm³, quindi anche in questo caso il numero riportato nel nome non corrisponde esattamente alla cubatura reale. L'aumento di cilindrata porta con sé anche un incremento (seppur contenuto) della potenza massima che passa da 62 a 66 CV.

La ciclistica non cambia

Le informazioni emerse indicano che la 660X dovrebbe mantenere telaio e impostazione estetica della 625X, senza modifiche sostanziali alla ciclistica. Dovrebbero quindi essere confermati il telaio in acciaio con forcellone in alluminio, i cerchi a raggi di 19 e 17 pollici e le sospensioni KYB completamente regolabili. Interessante anche il dato relativo al peso. Nei documenti la nuova Kove viene indicata a 236 kg con il tris di valigie, tre chilogrammi in meno rispetto al valore dichiarato per la 625X nella stessa configurazione. 

Quando arriverà?

Per ora non è noto quando la Kove 660X verrà presentata ufficialmente né se e quando arriverà in Europa. I documenti di omologazione rappresentano però un primo indizio concreto dell'evoluzione di questo modello.

Aggiungi un commento