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GoPro è crisi nera: action cam a picco, si cerca un compratore

GoPro continua a perdere terreno: nel secondo trimestre le vendite delle fotocamere sono scese del 38% e i ricavi del 31%. L’azienda conferma i dubbi sulla continuità del business e cerca un possibile acquirente. Nel frattempo però, annuncia anche l’arrivo di  nuovi modelli

GoPro, continuano le difficoltà

GoPro è ancora alle prese con una situazione finanziaria decisamente complicata. Il produttore USA, inventore della action cam, ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con ricavi pari a 105 milioni di dollari, in calo del 31% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ancora più marcato il calo delle fotocamere vendute: circa 291.000 unità, il 38% in meno rispetto al secondo trimestre 2025.  
I numeri arrivano mentre GoPro sta cercando di rilanciare il proprio catalogo con la nuova famiglia Mission 1, una gamma che rappresenta anche un tentativo di allargare il proprio raggio d'azione oltre il tradizionale settore delle action cam. Il problema è che, almeno per ora, il nuovo corso non sembra essere sufficiente a invertire la tendenza dei conti. 

Nei documenti finanziari la società continua infatti a segnalare una “substantial doubt” sulla propria capacità di continuare a operare come azienda, quella cioè che nei documenti finanziari viene definita going concern. Questo non significa che GoPro sia prossima al fallimento o che la produzione delle action cam sia destinata a fermarsi, ma rimane comunque un’indicazione ufficiale del fatto che la situazione finanziaria della società rimane, quantomeno, delicata.

GoPro cerca un compratore

A complicare il quadro c'è poi la ricerca di un possibile acquirente. GoPro ha avviato un processo per valutare una vendita, una fusione o altre possibili operazioni strategiche e, secondo quanto dichiarato dal fondatore e CEO Nick Woodman, le trattative sarebbero ormai nelle fasi avanzate. Gli interlocutori interessati, secondo quanto riferito dalla società, appartengono a settori diversi, tra cui quello consumer, finanziario e della difesa. Non è quindi ancora possibile sapere quale potrebbe essere il futuro di GoPro né se l'azienda resterà indipendente e continuerà a concentrarsi principalmente sulle videocamere.

E intanto arrivano nuovi prodotti

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La società non sembra comunque intenzionata a fermarsi. La nuova famiglia Mission 1 rappresenta il tentativo più evidente di entrare in una fascia di mercato diversa da quella delle tradizionali action cam. La Mission 1 Pro (ve la raccontavamo qui), utilizza un sensore da un pollice e registra video fino a 8K a 30 fps, mantenendo caratteristiche tipiche delle GoPro come l’ottima stabilizzazione HyperSmooth e l’impermeabilità.  La gamma dovrebbe poi essere completata con la Mission 1 Pro ILS, fotocamera mirrorless con attacco Micro Four Thirds. Un prodotto decisamente diverso dalle classiche Hero, che dimostra come GoPro stia cercando nuove strade proprio mentre il suo mercato storico attraversa un momento difficile. 
Il futuro delle action cam più conosciute del mercato passa quindi anche dalla capacità dell'azienda di superare questa fase finanziaria. 

GoPro, da regina delle action cam alla crisi

Fino a qualche anno fa non c’era storia: la migliore sul mercato era lei e, per mettersela in tasca, o meglio, attaccarla a casco, manubrio, parabrezza, chiglia del kayak, etc, si era disposti a spendere cifre anche piuttosto elevate (o comunque ben più salate di quelle necessarie per altri prodotti “concorrenti"). GoPro ha indubbiamente dominato per anni il mercato delle action cam, trasformando le piccole videocamere indossabili in un fenomeno globale. Le prime difficoltà arrivano però già tra il 2015 e il 2016, dopo la quotazione in Borsa del 2014, con vendite e ricavi che iniziano a calare e una gamma di prodotti sempre più difficile da gestire. A complicare la situazione ci hanno pensato poi gli smartphone, sempre più capaci di realizzare video di ottima qualità (e alcuni anche impermeabili), e la concorrenza di action cam più economiche, che nel frattempo accorciavano il divario e diventavano sempre più performanti. 

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GoPro provò allora a diversificare entrando anche nel mercato dei droni, fallendo miseramente: il Karma venne richiamato poco dopo il lancio nel 2016 per un problema di alimentazione e l'azienda abbandonò definitivamente quel settore già nel 2018. Da allora sono seguiti diversi tentativi di rilancio e ristrutturazioni, senza però riportare GoPro ai fasti di un tempo. Nel 2024 la società ha annunciato un nuovo piano di riduzione dei costi, fino ad arrivare, un po’ zoppicando, alla situazione odierna. 

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