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Furti moto, sono 90 al giorno è record europeo. La classifica

In Italia vengono rubate ogni giorno, in media, quasi 90 tra moto e motorini. Nel 2024 sono stati oltre 136.000 i veicoli sottratti, con Lazio, Campania e Lombardia ai primi posti per i motocicli. Ecco cosa dicono i dati del Ministero dell’Interno

Furti moto

I numeri confermano che il problema è tutt’altro che marginale: nel 2024 in Italia sono stati rubati quasi 90 tra moto e motorini ogni giorno, per un totale di oltre 136.000 veicoli sottratti nell’arco dell’anno. A fotografare il fenomeno è un’analisi di Facile.it realizzata sui dati ufficiali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno. Le statistiche mostrano una situazione molto diversa da regione a regione e, soprattutto, evidenziano come le moto seguano una classifica dei furti differente rispetto alle automobili.

Lazio in testa per i furti di moto

Guardando ai motocicli, nel 2024 la regione con il maggior numero di denunce è stata il Lazio, con 5.985 furti. Seguono la Campania, con 5.167, e la Lombardia, con 4.178. Attenzione però: trattandosi di numeri assoluti, non indicano da soli la probabilità che una singola moto venga rubata, dato che per fare questo tipo di confronto bisognerebbe rapportare i furti al numero di motocicli presenti sul territorio. Restano però significativi per capire dove il fenomeno è quantitativamente più diffuso. Il Lazio, in particolare, supera i 5.900 motocicli rubati in un anno: significa una media di oltre 16 moto al giorno denunciate come sottratte.

Sicilia in testa per i ciclomotori

La classifica cambia quando si prendono in considerazione i ciclomotori. In questo caso è la Sicilia a occupare il primo posto, con 1.328 denunce nel 2024. Al secondo posto c’è - ancora - la Campania, con 1.036 casi, mentre la Lombardia è terza con 968. Anche qui si parla di numeri assoluti ed il dato generale potrebbe essere spiegato col fatto che in Sicilia il numero di cinquantini è più alto che in altre regioni. Ciò detto, il quadro che emerge è comunque piuttosto netto: Lazio, Campania e Lombardia sono le tre regioni con più furti di motocicli, mentre per i ciclomotori il primato passa alla Sicilia.

E le auto?

Per deformazione ci siamo finora concentrati sulle due, ma il fenomeno, è chiaro, riguarda anche le quattro ruote. Nel 2024 sono state rubate in media 285 automobili al giorno, un dato che porta il totale annuale ben oltre le 100.000 unità. 
In questo caso, la maglia nera spetta alla Campania, con 26.445 denunce, seguita dal Lazio con 18.071 e dalla Sicilia con 15.555. 
Anche qui però, il numero assoluto non va confuso con il rischio individuale: una regione con un parco circolante molto più numeroso può registrare più furti pur avendo un'incidenza proporzionalmente inferiore. Non per nulla, all’estremo opposto della classifica troviamo Valle d'Aosta, con 20 furti d'auto denunciati, Trentino-Alto Adige con 170 e Friuli-Venezia Giulia con 239.

Italia tra i Paesi europei con più furti

Il confronto internazionale non migliora il quadro. Secondo i dati Eurostat utilizzati nell'analisi, nel 2024 in Italia sono stati registrati 231 furti di veicoli ogni 100.000 abitanti. Il nostro Paese è così al quarto posto in Europa per questo indicatore. Davanti all'Italia ci sono il Lussemburgo, con 562 casi ogni 100.000 abitanti, la Svizzera con 357 e la Svezia con 267. Più indietro si trovano Francia e Grecia, rispettivamente con 198 e 174 furti ogni 100.000 abitanti. Ancora più bassi i valori di Germania e Spagna, con 70 e 49 casi, mentre la Polonia si ferma a 19. Attenzione, precisiamo ancora una volta che si tratta di reati denunciati alle autorità, quindi i dati non possono essere considerati una fotografia assoluta di tutti i furti effettivamente commessi.

Come difendersi?

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Visti i numeri di cui sopra, la domanda è più che lecita. Per chi lascia la moto in strada, il primo consiglio è anche il più semplice: non affidarsi esclusivamente al bloccasterzo di serie. Un sistema meccanico aggiuntivo può rendere il furto più lungo e complicato. Una catena robusta, per esempio, può essere utilizzata per collegare la moto a un elemento fisso e resistente, come un ancoraggio a terra, una struttura o una rastrelliera. È importante però fare attenzione a dove viene fatta passare la catena: quando possibile è preferibile coinvolgere il telaio o comunque una parte della moto che non possa essere facilmente sfilata. Anche un bloccadisco  può ovviamente rappresentare un ostacolo aggiuntivo: non rende la moto inviolabile, ma costringe il ladro a superare un ulteriore sistema di sicurezza e, nel caso dei modelli dotati di sirena, può attirare l'attenzione di chi si trova nelle vicinanze.

Meglio combinare più sistemi

Quando una moto viene lasciata per diverse ore in strada, la soluzione più efficace è combinare sistemi diversi. Una catena o un antifurto a U possono essere affiancati a un bloccadisco, mentre un localizzatore GPS nascosto può aggiungere una possibilità in più nel caso in cui il furto vada comunque a segno. Anche il luogo di parcheggio conta. Una zona illuminata, frequentata e facilmente visibile sarà ovviamente preferibile rispetto a un angolo isolato dove i ladri possono operare senza essere disturbati.

Attenzione anche alle chiavi elettroniche

Le moto più recenti utilizzano sempre più spesso sistemi keyless. In questi casi è bene prestare attenzione anche alla gestione della chiave elettronica quando il mezzo è parcheggiato. I sistemi di sicurezza elettronici possono essere aggirati utilizzando tecniche specifiche, per cui un antifurto elettronico non dovrebbe essere considerato una protezione sufficiente da solo. Anche sulle moto dotate delle tecnologie più moderne, quindi, un buon sistema meccanico aggiuntivo continua ad avere senso. 

Ve ne parlavamo qui: Furti moto, le chiavi keyless si intercettano ma c'è il trucco della stagnola


 

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