Da 6.000 a 9.000 euro, 8 naked da comprare per divertirsi
Bicilindriche, tre cilindri e quattro cilindri: dalla Hornet 750 e-clutch alla Yamaha MT-07, ecco le otto migliori naked medie sul mercato
Le naked medie sono la spina dorsale del mercato moto. Compatte, facili da gestire, leggere quanto basta per chi è alla prima moto "da grandi" e potenti quanto serve a chi qualche chilometro lo ha già fatto. Per il 2026 il segmento si è arricchito di novità importanti: c'è chi ha rivisto motore ed elettronica, chi ha tagliato il listino, chi ha aggiunto la frizione automatica. Ecco sette modelli che restano sotto i 200 kg e sotto i 9.000 euro, ordinati alfabeticamente per marca.
CFmoto 675NK
In questa naked cinese c’è lo stile italiano, infatti la linea è frutto dello studio Modena 40 che da tempo collabora con CFmoto. La parte più interessante però è il motore a tre cilindri pronto ai bassi e vigoroso nell’allungo, ha una risposta all’acceleratore decisa ma controllabile anche da chi è alle prime armi. È inserito in un telaio acciaio a cui sono abbinati una forcella KYB a steli rovesciati da 41 mm completamente regolabile e un monoammortizzatore regolabile nel precarico e nell’estensione. La dotazione elettronica offre ciò che serve: cruscotto con schermo TFT da 5” (dotato di connettività e doppia presa USB) e controllo di trazione regolabile su 2 livelli ma niente mappe motore (l’acceleratore è a cavo). La posizione di guida è azzeccata, il serbatoio è ben sagomato e la sella snella permette di appoggiare bene i piedi anche a chi è sotto il metro e ottanta. I cambi di direzione sono rapidi e l’avantreno è sempre preciso. Ok la frenata.
Prezzo 6.5890 euro
Honda Hornet 750
Per il 2026 la Hornet 750 cambia pelle nel cuore della trasmissione: arriva la frizione a controllo elettronico E-Clutch e in Italia non è più optional, è l'unica versione disponibile. Il sistema, abbinato al comando del gas ride-by-wire, gestisce in automatico la frizione in partenza, in arresto e nelle cambiate, lasciando però la leva al manubrio per chi vuole tornare alla modalità tradizionale. Il bicilindrico parallelo da 755 cm³ con manovellismo a 270° resta invariato: 92 CV a 9.500 giri e 75 Nm a 7.250. Telaio in acciaio, forcella Showa SFF-BP rovesciata da 41 mm, mono Pro-Link regolabile nel precarico, doppio disco anteriore da 296 mm con pinze Nissin radiali, TFT da 5" con connettività Honda RoadSync. Cinque riding mode, peso in ordine di marcia 196 kg, serbatoio da 15,2 litri, sella a 795 mm. Nel pacchetto 2026 ci sono anche grafiche nuove e il puntale paramotore di serie.
Prezzo: 8.390 euro.
Kawasaki Z650 S
Aggiornata nel look, nell'ergonomia e nella dotazione, la Z650 S resta la porta d'accesso alle naked "da grandi" di Akashi. Linee più decise, sovrastrutture corpose, frontale ridisegnato con doppio faro full LED. Nuova strumentazione con TFT a colori da 4,3" con luminosità automatica e compatibilità con l'app Rideology. Cambia anche la posizione di guida: pedane riposizionate, manubrio più rialzato e selle nuove, con quella del pilota più ampia e meglio imbottita (+15 mm). A listino anche la sella Style e la Ergo-Fit ribassata di 20 mm. Sotto il serbatoio c'è il bicilindrico parallelo da 649 cm³ con 68 CV a 8.000 giri e 64 Nm a 6.700, ora con controllo di trazione KTRC di serie. Telaio a traliccio in acciaio (15 kg), doppio disco da 300 mm con ABS Continental, quickshifter come optional. Una nuova copertura della ventola convoglia l'aria calda verso il basso, dettaglio prezioso nel traffico estivo.
Prezzo: 7.490 euro.
KTM 790 Duke
Per il 2026 "the Scalpel" arriva con un bel taglio: il prezzo scende da 9.230 a 8.590 euro, mentre l'impostazione tecnica resta quella consolidata. Il motore è il bicilindrico parallelo LC8c da 799 cm³ con 95 CV e 87 Nm di coppia, omologato Euro 5+ e depotenziabile per la patente A2. Telaio in acciaio, sospensioni WP Apex (forcella rovesciata da 43 mm e mono regolabile nel precarico), impianto frenante con doppio disco da 300 mm e pinze radiali a quattro pistoncini. La dotazione elettronica comprende Cornering ABS, Cornering Traction Control, tre riding mode (Sport, Street, Rain), comando del gas ride-by-wire, sistema anti-impennata e modalità ABS Supermoto. Optional il quickshifter e il riding mode Track. TFT a colori da 5", fanaleria full LED, sella a 82,5 cm e peso in ordine di marcia di 187 kg. È la più leggera del lotto. Prezzo: 8.590 euro.
QJ Motor SRK 800
La naked cinese del gruppo Qianjiang gioca la carta del quattro cilindri in linea in un segmento dominato da bi e tricilindriche. Il propulsore è un 778 cm³ DOHC a 16 valvole, depotenziato per il mercato europeo a 95 CV a 10.000 giri e 75 Nm a 8.500 giri (c'è anche per patente A2 a 35 kW). Telaio in alluminio a doppia trave, forcella rovesciata e mono regolabili, freni Brembo con pinze radiali a quattro pistoncini su dischi da 320 mm. Elettronica completa: acceleratore ride-by-wire, ABS cornering, controllo di trazione, tre mappe motore (Standard, Sport, Rain), quickshifter bidirezionale, cruise control e TFT da 5". Prezzo: 8.790 euro.
Suzuki SV 650
La veterana del gruppo. Dal 1999 a oggi la SV ha mantenuto lo stesso DNA: bicilindrico a V di 90°, 645 cm³, telaio a traliccio in acciaio e zero fronzoli. La quarta generazione, omologata Euro 5, eroga 75 CV a 8.500 giri e 64 Nm a 6.800, con un'erogazione fluida e lineare che resta una delle più sfruttabili della categoria. Disponibile anche in versione depotenziata 35 kW per A2. Forcella tradizionale da 41 mm, mono regolabile nel precarico, due dischi anteriori da 290 mm con pinze a doppio pistoncino non radiali, ABS Nissin. Strumentazione LCD, niente riding mode, niente controllo di trazione: chi cerca i fronzoli elettronici deve guardare altrove. Sella a 78,5 cm, peso in ordine di marcia di 197 kg, consumi dichiarati di 26 km/litro. Affidabile, economica nella manutenzione, perfetta per chi vuole una moto che non si fa notare ma che fa il suo lavoro. Prezzo: 7.190 euro.
Triumph Trident 660
Il restyling 2026 della Trident è di quelli sostanziali. Il tre cilindri di 660 cm³, stesso blocco della Daytona 660, passa da 81 a 95 CV e da 64 a 68 Nm di coppia. L'intervento più importante riguarda l'alimentazione, con il vecchio corpo farfallato singolo che lascia il posto a tre unità da 44 mm, una per cilindro, mentre l'airbox cresce e la testa viene rivista con valvole di scarico più larghe e camme nuove. Il limitatore sale del 20% a 12.650 giri. Comando del gas ride-by-wire, quickshifter bidirezionale ricalibrato, nuovo monoammortizzatore Showa con regolazioni di precarico e ritorno, forcella Showa rovesciata da 41 mm, doppio disco anteriore da 310 mm. Anche l'estetica si aggiorna: serbatoio più scolpito con incavi per le ginocchia, frontale con DRL, sella doppia (con monoposto optional). Peso in ordine di marcia di 195 kg, sella a 81 cm, serbatoio da 14 litri. Prezzo: 8.795 euro.
Yamaha MT-07
La best seller di Iwata (oltre 195.000 unità vendute dal debutto nel 2014) tira dritto con la sua formula vincente. Il bicilindrico CP2 da 689 cm³ con manovellismo a 270° resta sui 73,4 CV e 67 Nm, omologato Euro 5+. Dall'aggiornamento 2025 in poi però la dotazione si è alzata di livello: comando del gas ride-by-wire, tre mappe motore, controllo di trazione regolabile su due livelli e disinseribile, TFT da 5" con connettività smartphone, forcella rovesciata da 41 mm (finalmente) e pinze freno radiali a quattro pistoncini. Telaio e cerchi alleggeriti, posizione di guida rivista con manubrio più alto. Per chi vuole è disponibile la versione con cambio robotizzato Y-AMT a 8.599 euro, che elimina leva della frizione e pedale del cambio. Peso in ordine di marcia di 183 kg per la versione standard (186 per la Y-AMT), è la più leggera tra le giapponesi. Prezzo: 7.999 euro.
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