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MotoGP 2026 - Shakedown alla Honda, ma da domani si fa sul serio

Aleix Espargarò è stato il più veloce al termine della tre giorni sulla pista di Sepang, Ducati ha fatto intravedere un gran lavoro sull'arodinamica. Yamaha, piccoli passi in avanti: basteranno?

Domani inizierà la tre giorni di test MotoGP sul circuito di Sepang, una sessione che sarà fondamentale per comprendere il livello di Ducati e delle sue avversarie in vista dell'apertura della stagione, che scatterà in meno di un mese. Le prove malesi sono state – come di consueto- precedute dallo shakedown che ha visto in pista non solo i tester, ma anche i piloti titolari di Yamaha, che godono delle concessioni regolamentari più importanti sotto il profilo dello sviluppo.


Honda la migliore

Aleix Espargarò ha segnato il miglior tempo dell'ultima giornata con il crono di 1'57”173, davanti al fratello Pol, in sella alla KTM, a poco più di un decimo. Terzo, a mezzo secondo, Fabio Quartararo, al centro delle voci di mercato che lo vedono in partenza, proprio verso quella Honda portata al top dal collaudatore HRC.

La nuova RC213V assomiglia sempre di più a una Ducati, per lo meno sotto il profilo strettamente aerodinamico, mentre per quanto riguarda la livrea, niente si discosta dalla versione 2025. Luca Marini ha giudicato positivamente il lavoro di Aleix e si dice soddisfatto dei tempi segnati, ma è ovvio che le cose inizieranno a farsi più chiare solo da domani.

KTM ha lavorato sulla nuova moto e su quella 2027, Yamaha ha portato avanti il lavoro con la nuova V4, che Alex Rins ha definito “migliore in frenata rispetto alla quattro in linea”. Soddisfatto a metà Toprak Razgatlioglu, il quale ritiene di avere ancora grandi margini di miglioramento in sella. “Devo trovare maggiore scorrevolezza in curva, sono ancora troppo rigido. Mi ci vorranno 3 o 4 gare”.


Ducati non dorme

A Sepang si è visto in pista anche Michele Pirro, che ha girato con la nuova GP26. Importante il lavoro sull'aerodinamica. Non potendo intervenire direttamente sul motore, i tecnici Ducati hanno sviluppato con particolare perizia tutta la sezione relativa ad airbox e in generale all'apporto di aria al motore. Molto lavorata anche la carena: in attesa di capire se la nuova aerodinamica sarà efficace, bisogna se non altro registrare il fatto che – rispetto agli anni precedenti- il nuovo pacchetto ha debuttato in discreto anticipo, con l'obiettivo probabilmente di dare modo a Marquez e Bagnaia di valutarlo con il massimo numero possibile di giri a disposizione. 

Per quanto riguarda invece le moto clienti, la soluzione scelta in VR46 è stata quella di accoppiare il telaio 2024 ad alcuni pezzi della 2025, dando così vita a un ibrido che dovrebbe tenere il buono delle due ultime Desmosedici.

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