Arrivano i test, torna la MotoGP: tutti all'inseguimento di Marquez e Ducati
Pochi cambiamenti di casacca, ma gli equilibri del 2026 potrebbero spostarsi per diversi motivi: Aprilia, Acosta e Honda premono per recuperare terreno, mentre Yamaha rimane un rebus
Con i test di Sepang dal 3 al 5 febbraio – preceduti questo fine settimana dallo shakedown per collaudatori e ufficiali dei team con concessioni- inizia ufficialmente la stagione 2026 della MotoGP. Poche le novità che il mercato ha portato all'interno del paddock, mentre qualche differenza in più rispetto all'anno scorso potrebbe arrivare da diversi equilibri tecnici. Andiamo a scorrere la griglia insieme.
Ducati Lenovo Team
È la squadra da battere, quella che ha vinto 3 degli ultimi 4 campionati e i suoi due piloti sommano 12 allori iridati all'interno del box. Gli equilibri sono comunque molto diversi rispetto a 12 mesi fa: Marc Marquez si è portato il team dalla sua parte con la forza dei risultati e di una leadership che investe ogni aspetto del suo approccio professionale e umano. Pecco Bagnaia è in fase di “riabilitazione”: mentre il #93 ha quasi recuperato completamente dai problemi alla spalla, per il pilota dell'Academy la questione è tutta mentale, con la necessità di fare un bel reset. In quanto alla moto, difficilmente Ducati “sbaglia” per due anni di fila e la nuova GP26 dovrebbe segnare un passo in avanti sul fronte della costanza di performance. Riferimento, voto 9
Aprilia Racing
Nel 2025 la squadra ufficiale di Noale è stata la sorpresa del campionato, riuscendo a issarsi al livello di seconda forza del mondiale grazie a Marco Bezzecchi, capace di cucirsi addosso la propria RS-GP. Massimo Rivola e Fabiano Sterlacchini sono convinti di potere fare un altro passo in avanti nel 2026, il che vorrebbe dire combattere costantemente per la vittoria. In tutto questo, all'appello manca ancora Jorge Martin, reduce dall'ennesima operazione di una stagione che definire da dimenticare sarebbe riduttivo. Lo spagnolo dovrebbe partecipare ai test malesi, ma la sua condizione è precaria. La stagione sarà lunghissima, ma la partenza non si preannuncia delle migliori per lui.
Dal team satellite guidato da Davide Brivio non ci si può aspettare miracoli: i jolly sono già stati messi in tavola l'anno scorso, con la vittoria di Raul Fernandez in Australia. Sotto esame, voto 8
Red Bull KTM Factory Racing
Pedro Acosta ha affermato di avere visto questo inverno una moto completamente nuova, che dovrebbe garantirgli una prestazione più consistente durante l'intero gran premio. Le nuvole non si sono dissipate del tutto nel cielo sopra Mattighofen, ma i soldi per gareggiare al massimo livello in questo 2026 sembrano esserci. Per quanto riguarda gli altri tre piloti arancio (Binder, Vinales, Bastianini) la loro stagione sarà una rincorsa al mercato: dovranno dimostrare una volta per tutte il proprio valore, se vorranno continuare con KTM – e bisognerà vedere quante moto rimarranno- come altrove. In scadenza, voto 6
Honda HRC Castrol
Romano Albesiano ha fatto un buon lavoro nel 2025, rimettendo ordine nel progetto HRC e dando ai propri piloti una moto sporadicamente da podio. Il difficile viene adesso, perché la RC213V rimane una MotoGP povera di cavalleria e incapace di sfruttare al meglio la potenza disponibile. Ammesso che il nuovo motore sia più performante, bisognerà vedere come la variazione di prestazione andrà a influire sul comportamento globale del mezzo. Fronte piloti: Joan Mir e Luca Marini sono confermati, come Johann Zarco in LCR, dove approda il campione Moto2 Diogo Moreira. Sarà comunque un anno di transizione e il mercato di Honda sarà sicuramente aggressivo. Al bivio, voto 6
Monster Energy Yamaha MotoGP
Iwata farà debuttare – per davvero- in questo 2026 “la” novità tecnica della stagione, la M1 dotata di motore V4. Fabio Quartararo è stato piuttosto critico e ha mostrato impazienza nelle fasi iniziali dello svezzamento, difficile immaginare che l'approccio cambierà quest'anno, considerando che tra l'altro il mercato si appresta a vivere una delle sue sessioni più turbolente degli ultimi mondiali. Tanta attenzione anche per il team satellite Prima Pramac: il debutto di Toprak Razgatlioglu può valere tanto, in termini mediatici e sportivi, almeno quanto il rischio che il campione superbike si bruci in un contesto di difficile interpretazione. Ma il talento c'è. Incognita, voto 5
VR46 Racing Team e Gresini Racing
I due “satelliti” Ducati, dal momento che schierano due Desmosedici a testa, vanno considerati alla stregua degli altri team ufficiali, per lo meno in termini di competitività. Soprattutto Gresini, che riparte da un Alex Marquez vice campione del mondo ed equipaggiato con una GP26 e da Fermin Aldeguer, di gran lunga il miglior rookie del 2025 e pilota già maturo per giocarsi singole vittorie.
Più difficile il compito dei ragazzi di Valentino: Fabio Di Giannantonio e Franco Morbidelli sono apparsi un po' appannati l'anno scorso e in questo mondiale dovranno fare qualcosa di più per garantirsi un futuro al top della categoria. Ultima chiamata, voto 7