PROVATA DA VOI

Honda
SH 300i
2006 - 2010

Provata da:
Valutazione: 
4
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Honda, SH 300i, 2006 - 2010
  • Comfort: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Posizione di guida: 
    3
    Average: 3 (1 vote)
  • Tenuta di strada: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Finiture: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Consumo: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Prestazioni: 
    5
    Average: 5 (1 vote)
  • Cambio: 
    3
    Average: 3 (1 vote)
  • Freni: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
  • Vano sottosella: 
    3
    Average: 3 (1 vote)
  • Sospensioni: 
    4
    Average: 4 (1 vote)
Perché l'ho comprata o provata:
Affrontare il traffico di una grande città come Milano per recarsi tutti i giorni in università mi ha imposto (per fuggire stress e perdite di tempo in interminabili e costanti code) di comprare uno scooter. Mio malgrado ho scoperto che il 50cc ha vita breve in una giungla dominata da veicoli con prestazioni nettamente superiori; mi sono reso conto che per la mia sicurezza era necessario potermi muovere con le medesime prestazioni del traffico con cui divido il tragitto quotidiano. Volevo la comodità del cambio automatico e il risparmio dei bassi consumi, uniti ad affidabilità e semplicità nella cura del mezzo. Complice un amico, già possessore di un SH 300i sporty che mi fece provare, decisi che poteva essere quello lo scooter più adatto alle mie esigenze.
Com'è
La prima cosa che salta all'occhio di questo "medio" è la linea snella e filante. Difficile distinguerlo dai fratellini più piccoli se non lo si osserva dal lato della marmitta. A parte la griglia del radiatore che è posta nella parte bassa della carena anteriore (e non nello scudo come per il 125 e 150) e il silenziatore più grande dal suono pieno, il 300 non ha linee massicce o spigolose. Ruote alte da 16", monodisco anteriore e posteriore con frenata combinata cbs honda, serbatoio da 9 litri (di cui 2 di riserva), iniezione elettronica e sospensioni posteriori regolabili di serie. Il vano sottosella non è ampio, c'è spazio per catena e trousse attrezzi, tuta antipioggia e guanti. Lo scooter è fornito però di un comodo gancio portacasco e relativo cavetto in acciaio gommato, presa 12v nel vano (privo di chiave e con bloccaggio a pressione) portaoggetti nel retroscudo e bauletto di serie da 35lt. Il cavalletto laterale (in aggiunta a quello centrale) è provvisto di interruttore per spegnere il motore, alla sua apertura. Lo stesso comando è riportato sul manubrio vicino al comando dell'accelleratore da utilizzare in caso di emergenza. Lo scooter è solido, ben assemblato e con una vernice di elevato spessore (i sassolini non lasciano segni indelebili sullo scudo). Ancor più degna di nota è la silenziosità del propulsore anche alle alte andature; silenziosità putroppo non mostrata dal bauletto che con il motore al minimo sul cavalletto vibra parecchio e si fa sentire. Molto potente il faro anteriore sia in posizione anabbagliante (sempre attivo) che abbagliante (ad impulso o fisso): stesso discorso per indicatori di direzione e stop. La sella è accogliente per due persone anche con eventuali borse o zainetti.
Alla guida
L'SH ha una frizione che attacca molto dolcemente, ottima sia nel traffico che in salita dove non strappa né stacca troppo presto permettendo di sfruttare appieno il considerevole freno motore (una volta presa la mano permette di diminuire parecchio l'utilizzo dei freni). E' il motore il pezzo forte di questo scooter, spinge forte a tutti regimi anche a pieno carico e permette con un piccolo colpo di polso di togliersi di impiccio nelle situazioni potenzialmente pericolose. Poco assetato, permette facilmente una media di 25km/l in città e 30km/l in tangenziale (90-100km/h). Anche i consumi di olio sono bassi, tra il tagliando dei 6000km e quello dei 12000km ne ho aggiunti solo 200cc per tenere il livello sempre al massimo. Per quanto riguarda l'impianto frenante e il suo sistema combinato (impianto cbs honda che azionando il freno posteriore aziona anche il pistoncino centrale e più grosso dei tre della pinza anteriore) si può dire che funzioni veramente bene nell'utilizzo cittadino dove a meno di imprevisti non è necessario azionare anche la pinza anteriore completamente. Discorso differente per autostrade e tangenziali, lo scooter ha bisogno di un intervento deciso alle alte velocità della pinza anteriore, sopratutto per spostare il peso all'avantreno altrimenti poco caricato data la posizione di guida a busto praticamente eretto e con il bagaglio nel bauletto all'estremità posteriore oltre lo stop. La ciclistica segue molto bene qualsiasi tipo di guida, sia aggressiva che al risparmio, grazie alle sospensioni posteriori regolabili nel precarico molla su 5 posizioni (mediante l'apposita chiavetta fornita di serie) e anteriore che assorbono bene buche e pavè in città. Lo scooter trasmette realmente un grande feeling di guida e solidità tale che lascia il desiderio di provare a spingere anche nei percorsi misti. Certo, permane il fatto che la ciclistica non sia da moto sportiva, e quando si prova ad andare un po' troppo oltre innesca qualche ondeggiamento in frenata in curva e in accelerazione quando si è in scia ad altri veicoli o con ventro contrario. In coppia la marcia rimane fluida, prevedibile, con reazioni mai brusche. Anche viaggiando a pieno carico per lunghi tratti autostradali, il motore non da segni di cedimento e i consumi rimangono sopra i 20km/l. Certo il busto del pilota rimane esposto all'aria, ma parliamo sempre di uno scooter pensato per un utilizzo diverso da quello turistico.
La comprerei o ricomprerei?
Sì, lo scooter ha sostituito pienamente l'automobile sia per recarmi in università, sia per il tempo libero da solo e in coppia. I bassi consumi e la poca manutenzione sono lo specchio di una alta affidabilità che non è venuta a mancare nemmeno nell'utilizzo più impegnativo.
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