Yamaha M1, quando l'usato è sicuro anche in MotoGP

Morbidelli ha vinto tre gare ed è arrivato secondo nel mondiale con una moto definita spec-A, un ibrido tra la versione 2019 e la 2020. Mentre Quartararo e Vinales si lamentano del materiale factory, Franco ottimizza il pacchetto a disposizione insieme a Forcada. Valentino Rossi dal canto suo spinge per avere sviluppi e ricorda che ci sono diverse aree su cui si può intervenire

Yamaha M1, quando l'usato è sicuro anche in MotoGP
Che Franco Morbidelli sia attualmente il miglior pilota Yamaha non lo dice tanto o solo l'impressione del momento, ma la classifica del mondiale 2020, che rimarrà tale sicuramente fino al 28 marzo dell'anno prossimo, quando partirà la nuova stagione. Morbido ha chiuso da vice campione del mondo: 13 punti in meno di Joan Mir, 26 e 31 in più rispettivamente su Vinales e Quartararo. Come il francese, Franky ha vinto 3 gare, ma ha conquistato 2 podi in più. Eppure Morbido l'anno prossimo correrà ancora con la moto utilizzata in questa stagione, perché così dice il suo contratto.

Gallina vecchia o creatura ibrida?
Ma la M1 in dotazione a Franco è davvero una “vecchia” Yamaha? In realtà la spec-A è una sorta di ibrido: il telaio è quello usato dal team factory nella seconda metà del 2019, con alcune modifiche che hanno permesso di ospitare il motore 2020. Il forcellone posteriore è in carbonio, così come la forcella anteriore è quella aggiornata. La Yamaha del pilota italo brasiliano ha il dispositivo di partenza come le altre, per cui la differenza rispetto alla moto vecchia è minima. Anzi, c'è chi sostiene come in realtà la M1 factory faccia più fatica a entrare in curva rispetto alla 2019.

Una coppia difficile
Per esempio Quartararo ha lamentato problemi sia a girare in curva che a fermare la moto, anche se il caso del francese è piuttosto singolare: i problemi sono stati ravvisati in misura marginale fino a Le Mans e si sono mostrati più evidenti nell'ultima parte di stagione. A onor del vero El Diablo ha lamentato una moto più rigida e difficile fin dalla prima gara di Jerez, ma i suoi appunti sono passati in secondo piano rispetto alle due vittorie di quel periodo.
Vinales dal canto suo ha ripetuto più volte che "la moto è un disastro", ma è stato proprio Maverick a indirizzarne lo sviluppo e i suoi repentini cambi di idea appaiono spesso frutto dell'umore del momento e della posizione nella singola sessione.

Forcada ha detto sì
In tutto questo saliscendi di sensazioni (Portimao in confronto sembra un biliardo), il buon vecchio Ramon ha portato avanti le istanze di Morbidelli in seno al team e in rapporto con Yamaha, giungendo alla conclusione che il pacchetto tecnico attuale andrà bene anche nel 2021. Detto questo, viene difficile pensare che se Yamaha troverà in inverno alcune migliorie tecniche ammesse dal regolamento, non le vorrà far valutare anche dall'accoppiata pilota-tecnico più in bolla al momento.

Sviluppo congelato? Quasi
Le aree su cui intervenire non sono molte ma nemmeno trascurabili: Yamaha potrà ripensare il telaio (per migliorare l'inserimento in curva), aggiornare l'elettronica (per garantire un minor consumo della gomma), lavorare anche sulle parti esterne del motore (per provare a guadagnare qualche cavallo), come suggerito dallo stesso Valentino Rossi.

 



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