Razgatlioglu: la MotoGP (per ora) è un altro mondo
Il campione Superbike chiude i test in Malesia al 18° posto, a quasi due secondi dal migliore. E ammette: "Le prime gare saranno dure"
Il risveglio amaro del turco
I test di Sepang dovevano dare indicazioni sulle reali ambizioni di Toprak Razgatlioglu nel suo primo anno in MotoGP. E le indicazioni, in effetti, sono arrivate. Ma non erano quelle che Yamaha sperava. Il tre volte campione del mondo Superbike ha chiuso al 18° posto nella classifica combinata, a quasi due secondi da Alex Marquez e a otto decimi dal compagno di marca Alex Rins. Numeri che hanno gelato le aspettative, soprattutto considerando il carisma e il talento del pilota turco.
Razgatlioglu non ci gira attorno: "Sono arrabbiato perché i tempi non migliorano. Sto cercando di cambiare il mio modo di guidare. In frenata mi sento bene, ma nelle curve veloci faccio fatica. Quando apro il gas, la gomma posteriore inizia a slittare e non si ferma più". Il problema è chiaro: lo stile che lo ha reso dominante in Superbike non funziona in MotoGP. "Nel mondiale Superbike usavo la gomma posteriore per girare, con l'acceleratore", spiega. "Ora devo guidare come in Moto2, accelerare in modo molto sensibile. Miller (suo compagno di squadra) mi dice sempre di essere delicato, ma è più facile a dirsi che a farsi".
Per cercare di ridurre il distacco dalla vetta, Toprak ha chiesto modifiche alla moto: un semimanubrio più largo e un assetto più carico sul posteriore. Cambiamenti che però hanno costretto la squadra a scendere in pista senza le ali posteriori per rispettare i regolamenti, perdendo così prezioso carico aerodinamico. "Non è facile per me trovarmi così in basso, soprattutto dopo tre titoli mondiali", ammette con onestà. "Le prime cinque gare saranno complicate, soffrirò".
L'entusiasmo (forse eccessivo) di Yamaha
Dentro Yamaha, però, l'atmosfera resta positiva. Il direttore sportivo Massimo Pavesio, che ha voluto fortemente Razgatlioglu avendolo già avuto in Superbike, è descritto dai membri del team come "innamorato" del pilota. Un legame che alimenta voci di mercato: qualcuno nel paddock sussurra già che il turco potrebbe essere candidato per una M1 ufficiale nel 2027, al fianco di Jorge Martín.
Ma la strada è lunga...