Pierer (KTM), raffredda gli animi: "Nessun futuro in MotoGP per MV Agusta"

La casa austriaca rileverà il marchio di Cascina Costa, ma per il suo amministratore delegato non c'è spazio per uno sbarco del brand italiano in classe regina. "Abbiamo già Gas Gas, ma solo come marchio. Non abbiamo intenzione di sviluppare tecnologie differenti in parallelo, sarebbe troppo costoso e la situazione economica generale non lo permette"

Pierer (KTM), raffredda gli animi: "Nessun futuro in MotoGP per MV Agusta"
Pierer Mobility AG acquisterà in settimana la MV Agusta Motor Spa. Lo conferma ancora una volta Stefan Pierer ai microfoni di Speedweek, stoppando allo stesso tempo le voci di un possibile futuro mondiale nella MotoGP per il marchio di Cascina Costa.

Lo stato delle cose
In questi anni KTM ci ha abituato a vedere un uso piuttosto disinvolto dei marchi: le KTM della Moto3 sono state chiamate Husqvarna o CFMoto all'occorrenza, e ora lo stesso accadrà in MotoGP con Gas Gas. Forse se il passaggio di MV Agusta sotto l'ombrello di Mattighofen fosse avvenuto prima, ora avremmo una vernice diversa sulle RC16 del 2023, ma in realtà è lo stesso Pierer a spiegare perché non è così. Innanzitutto perché MV Agusta è un marchio da 10mila pezzi sul mercato, e poi perché “...il nostro successo nella produzione si costruisce sul fatto che utilizziamo piattaforme tecniche, ovvero piattaforme di motori, basate sul modello dell'industria automobilistica e ci rivolgiamo a diversi gruppi target con design appropriati e orientamento al prodotto. Abbiamo una piattaforma tecnica per la produzione di serie e una nel motorsport. Promuoviamo i vari marchi del gruppo su queste piattaforme. Funziona meravigliosamente ed è efficiente. Uno sviluppo dedicato per ogni marchio è inutilmente costoso”.

Risparmio
Quest'anno Suzuki si è ritirata dal mondiale, e visto che tanto Kawasaki quanto BMW non hanno manifestato l'intenzione di subentrare, a qualcuno è venuto in mente che KTM avrebbe potuto anticipare al 2023 quanto ipotizzato per il 2026 o giù di lì, vale a dire un terzo team. Ma i tempi non solo non sono maturi, forse potrebbero anche non arrivare, andando avanti di questo passo. “Fondamentalmente dobbiamo vedere come possiamo continuare lo spettacolo nel Motomondiale - sottolinea Stefan Pierer-. Siamo diretti verso una recessione. Ecco perché dobbiamo tenere d'occhio gli sviluppi in MotoGP. Non dobbiamo permettere che i costi esplodano, ad esempio nell'aerodinamica. Sono curioso di vedere come sarà tra un anno o due. L'uscita di Suzuki è un segnale d'allarme. Può darsi che anche altre fabbriche usciranno dalla MotoGP se i costi continuassero a salire...”.

La Moto2
Sarà interessante capire invece cosa succederà a livello di Moto2. Il team Forward di Cuzari quest'anno ha raccolto solo 5 punti, con i due piloti Corsi e Ramirez. Il progetto è ormai al quarto anno ma non è mai decollato, anzi: 45 punti nel 2019, 32 nel 2020, 19 l'anno scorso fino alle difficoltà di questa stagione. È chiaro che così non si va da nessuna parte. Considerando però il gran numero di piloti che KTM tiene sotto contratto, forse si potrebbe pensare a una sorta di junior team bis, oltre a quello schierato da Aki Ajo.

 



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