Salta al contenuto principale

MotoGP Yamaha - La disperazione dei piloti. Che ci facciamo qui? Siamo agnelli al macello

Ad Austin le quattro M1 chiudono nelle ultime posizioni. Miller e Rins non le mandano a dire: la moto è lenta e i problemi sono tanti

Una domenica da dimenticare

Quando un pilota descrive la sua domenica in gara con la metafora di "un agnello condotto al macello", è difficile trovare un modo diplomatico per commentare. Jack Miller non ci ha provato nemmeno: dopo il GP delle Americhe, l'australiano del team Pramac Yamaha ha fotografato la situazione con la chiarezza di chi non ha più molto da perdere nel dirla tutta. La lista dei problemi è abbastanza lunga da fare un certo effetto: anteriore da rivedere, più grip, un forcellone nuovo, un telaio nuovo, e possibilmente qualche ritocco anche al motore. "È una situazione disperata", ha ammesso, aggiungendo che l'unica cosa da fare è continuare a spingere e sperare in qualche aggiornamento a Jerez, dove è previsto anche un test il lunedì post-gara. Un filo di ottimismo, a cercarlo bene, esiste: nella seconda parte della gara il ritmo è diventato "più normale", con tempi costanti intorno al 2'03". Il problema è che il vincitore tagliava il traguardo a oltre venti secondi di distanza. Non è un gran biglietto da visita, ma rispetto ad alcune uscite precedenti — il Brasile su tutte — Miller ha detto di essersi sentito "molto più contento". In questo contesto, conta quasi come una vittoria.

Image

Non che a Rins... 

Non è andata meglio ad Alex Rins, che ha scelto la brutalità della domanda retorica per descrivere il suo weekend. Già nelle prove libere del venerdì, mentre la M1 ufficiale non girava come doveva e lui andava sistematicamente largo, si è ritrovato a chiedersi ad alta voce: "Che diavolo ci faccio qui?" La risposta, per quanto si possa intuire, non era prevista quando ha firmato il contratto con Yamaha — anche perché Rins ad Austin ha una storia: ha vinto lì due volte con case diverse, prima con Suzuki e poi con Honda. Quest'anno è arrivato ultimo, preceduto anche dai tre compagni di marca. I problemi tecnici hanno reso tutto ancora più complicato: entrambe le M1 hanno avuto guasti elettronici nelle prove, il team ne ha riparata una sola ma non era quella con l'assetto preferito dal pilota, e in Q1 un problema alla pompa della benzina lo ha costretto a uscire dalla pit lane per ultimo, con un risultato finale di 21° e ultimo in qualifica a oltre due secondi dalla pole. In gara la situazione non è migliorata: aprendo il gas la moto non rispondeva. "È da tanto tempo che non mi diverto più in sella", ha detto Rins con una franchezza che non lascia molto spazio all'ottimismo, aggiungendo di non sapere ancora se sarà in Yamaha anche nel 2027 e che i risultati attuali certo non aiutano la trattativa.
Nel frattempo Iwata ha sul tavolo qualche aggiornamento da portare a Jerez. Sarà quello il momento della verità, almeno per capire se la rotta può essere corretta prima che il campionato diventi definitivamente irraggiungibile.

Leggi altro su:
Aggiungi un commento